Liquid Cool è l’ultimo lavoro (uscito a giugno 2016 via Gloriette Records) di Nite Jewel, interessante progetto solista di Ramona Gonzalez. Come al solito, oggi, cercheremo di raccontarvelo con semplicità ed immediatezza. Ecco a voi i 5 punti che seguiremo per farlo:

1. CHI È NITE JEWEL

Ramona Gonzalez, aka Nite Jewel, è una cantante californiana. Ha iniziato la propria carriera nel 2008, durante gli studi universitari in filosofia, con l’assistenza del marito Cole MGN, noto producer e membro degli Ariel Pink’s Haunted Graffiti. Oltre ad essere una delle promesse del synth pop d’oltreoceano è anche un’artista multimediale di successo, tant’è che molte delle sue installazioni sono state esposte nell’area di Los Angeles. Soffermandoci sulla sua produzione musicale è possibile evidenziarne le influenze lo-fi, electro ed R&B (ha parlato di Mariah Carey e Janet Jackson come fonti d’ispirazione) oltre che al già citato synth pop.

2. IL DISCO

Veniamo dunque all’oggetto di interesse della recensione, Liquid Cool. Nite Jewel ci presenta la sua terza fatica, che “esplora il tema della solitudine in un mondo affollato e scollegato”, dopo aver rotto con la sua precedente etichetta Secretly Canadian (“they were putting too much pressure on me to create something that, I didn’t really know even know what they wanted me to do”). L’intento è quello di riprendere la propria libertà artistica e di creare uno stacco dal frastuono e dalla falsità del mondo circostante. Ecco dunque melodie delicate, l’accenno dell’elettronica e l’uso del riverbero che crea quella piacevole patina lo-fi. Un ritorno alla semplicità. Un disco intimo e ingenuo ma non per questo scontato. Un disco per certi versi strano e surreale come la copertina che lo accompagna. Da ascoltare in serate sognanti e stralunate, da soli, camminando per la città con la sola compagnia del bagliore dei lampioni.

3. IL DISCO: TRACCE MIGLIORI

Uno degli esiti più riusciti dell’album è l’iniziale “Nothing But Scenery” con quel giro di basso straniante che accompagna synth eterei e la voce malinconica di Ramona. Ottime anche le tracce di maggior influenza R&B, “Was That a Sign” e “All My Life”, in particolare la seconda che risente nella prima parte dell’influenza di FKA twigs per poi approdare in un finale folk. Altra perla è “Over The Weekend” di chiaro stampo synth pop insieme alla possibile hit “Kiss The Screen”. Giungiamo così a “Running Out Of Time”, ballad che ci riporta direttamente negli anni ’90.

4. VALE LA PENA ASCOLTARLO?

Direi proprio di sì. Gli amanti del genere potrebbero trovare pane per i loro denti e i neofiti scoprire un album che, nonostante la patina lo-fi e pop, presenta interessanti rimandi alla scena attuale.

5. CONCLUSIONI

Liquid Cool non ha la pretesa di essere il disco dell’anno. Nemmeno il disco della vita di Nite Jewel. È semplicemente un regalo che la cantante californiana ha voluto farci, un piccolo gioiellino che possa accompagnare le nostre serate estive di malinconia. Un disco che sa di intimità e che mostra la sensibilità di un’artista che può dare ancora tanto. Non eccelle per innovazione ma sicuramente riesce a brillare di luce propria aggiungengo un nuovo, inaspettato tasselo in questo 2016. Punto in più per avere uno dei moniker femminili più belli del panorama odierno.

Filippo Greggi