Essere scoperti con America’s Got Talent? No, è da sfigati dai, vuoi mettere con essere scoperti da Pharrell Williams un giorno a caso, durante una masterclass all’università dove per una strana coincidenza è stato invitato? Già meglio vero? Maggie Rogers era nel posto giusto al momento giusto, però non nominiamola sempre vicino al nome di Pharrell, vederla come la sua “banjo girl” fa un certo squallore e la sminuisce troppo. Dopotutto “Alaska” è una gran canzone pop per cominciare una promettente carriera, Williams o non Williams in qualche modo sarebbe stata scoperta. Il talento non gli manca.

Maggie sembra davvero una persona semplice. Nonostante il contratto con la Capitol, si veste casual e non da troppo peso a Pharrell, più che il successo cerca di creare una sua visione delle cose, scrivendo una musica energica, dai beat possenti e allo stesso tempo intima. È passata dal banjo ai synth mantenendo l’influenza da cantautrice folk che caratterizzava gli album precedenti, scritti durante il liceo e andanti discretamente su bandcamp (“Blood Ballet” nel 2014 e “The Echo” due anni prima).

Poi è arrivata “Alaska” che le ha cambiato la vita. È stata scritta in 15 minuti, in quel momento di ispirazione che ti capita una forse due volte nella vita ed è diventata una hit, inutile chiedersi il perché. Maggie entra dentro le emozioni, si avvolge di melodie pop spontanee e delicate senza forzature. Combina la purezza della natura con l’energia della musica dance. Rimane minimale, esalta ogni suono, in “Color Song“ si sente solo il fruscio della foresta durante la notte e la sua voce, coronata da un adorabile falsetto. I testi sono autobiografici, pieni di riferimenti al Maine, a quei colori e odori della terra dov’è cresciuta. Non abusa neanche del tema dell’amore, entrando nella profondità dei sentimenti in “On+Off”, mentre diventa solare in “Better”. Non si tratta solo di canzoni pop “complesse”, ci sono una grazia e una bellezza malinconica che poche voci possono vantare. Canta per se stessa e per chi la circonda, non per la fama. E questo fa la differenza.

Forse la cosa che colpisce di Meggie è che rappresenta la classica ragazza di campagna che si trasferisce in città piena di sogni, quella cosa molto hollywoodiana che ami/odi quando ne senti parlare. Quel sogno che ti fa sorridere in modo cinico da quanto sembra ridicolo. Beh, a lei manca molto poco per raggiungere quel sogno.