A distanza di meno di un anno dal suo ultimo album, Logic ritorna con Bobby Tarantino II, un mixtape che fin dal primo momento si propone in maniera completamente diversa dal suo precedente lavoro. Da subito è naturale chiedersi se il rapper abbia messo in ordine le proprie idee dopo il disastro di Everbody e non è facile dare una risposta: se da una parte, infatti, il nuovo disco ha una certa uniformità nelle intenzioni, dall’altra non ci sono molti argomenti veri e propri e forse è proprio questa libertà espressiva che permette all’artista di sviluppare al meglio le sue notevoli doti tecniche.

A eccezione di due soli brani, tutti i beat hanno un suono più moderno, fresco, andando a prendere moltissime influenze dalla Trap con chiare ispirazioni ad artisti come Kendrick Lamar e Travis Scott; influsso che però non va a scapito della personalità e dello stile tipico di Logic, che sembra voler affermare di essere a proprio agio su qualsiasi tipo di sonorità, di essere un artista completo.

I’m comin’ for your neck, but first I’ma slice off the arm
Of anybody who ever try to bite the hand that fed ’em
I’m too powerful, try to double-cross me and I dead ’em
Kill ’em with kindness, you too weak like “7 x 2”
So show some respect when this muscle comes through

È proprio questa competitività che crea coesione all’interno del mixtape: Logic è pieno di foga, aggressivo e affamato in quasi tutte le tracce, in un modo in cui raramente lo abbiamo visto prima. Ciò viene messo in chiaro dall’introduzione (interpretata dal doppiatore di Rick & Morty) che afferma la differenza tra album e mixtape: nel secondo non è presente un messaggio, non ce n’è bisogno; la formula qui è semplicemente “beats e rime” e, alla luce del risultato, è più che efficace per il rapper.

Anyone that hate me, I wish you success
I wish you look in the mirror and ask yourself why you suppressed
The feelin’s of self-hatred that you want project on me
Bet if I never picked up the mic then we might be homies
But you jealous, you look at my life and you feel envy
Constantly comparing yourself to me and feel empty

Tuttavia, il disco non è semplicemente uno sfogo dall’inizio alla fine: non solo sono presenti alcune tracce più tranquille e rilassate, ma anche quelle più spinte hanno uno sviluppo, come se la foga di Logic crescesse col progredire del mixtape.
All’inizio abbiamo tracce con argomenti definiti come Overnight, che ribadisce quanto l’artista abbia dovuto lottare per arrivare ad ottenere la visibilità di cui gode ora; per non parlare di Yuck, nella quale il rapper attacca un altro artista (che molti credono essere Joyner Lucas) per le accuse rivoltegli, aggiungendo che, se non fosse per l’invidia manifestata dal secondo, i due potrebbero essere in ottimi rapporti.

Nella seconda metà del disco i temi spariscono; cosa negativa da un lato, ma che permette al rapper maggiore libertà tecnica dall’altro, rendendo quest’ultima parte più interessante.
Warm It Up è, a tutti gli effetti, una sveglia che, con una strumentale in pieno stile Boom Bap alternata a un ritornello Trap, crea un mood perfetto per le barre aggressive e la tecnica spaventosamente impeccabile di Logic (o, meglio, del suo alter-ego Young Sinatra).

Fuck with Logic? Yeah, that’s a no
Matter of fact, it’s not impossible, just highly improbable
Like, saying the police isn’t robbable
But I’m liable to walk up in the station in blue-face
Like, “Fuck the police!”—Blue lives ain’t a race
Fuck whoever said this rap shit was never a race
This shit a marathon

È molto interessante vedere come l’artista sia riuscito a realizzare un pezzo Trap in tutto e per tutto con Wizard of Oz, che contiene anche un ottimo uso dell’autotune.
Più memorabile ancora è, tuttavia, 44 More, seguito di 44 Bars contenuta nel primo Bobby Tarantino: una serie ininterrotta di acrobazie metriche, metafore e cambi di flow che si incastrano alla perfezione con la graduale evoluzione del beat, creando una traccia alla quale è impossibile restare indifferenti.

You in the club throwin’ dollars, but I’m savin’ mine so my kids go to college
Or maybe whatever they wanna do
Just as long as they never say
“Daddy blew 20 million dollars
He had to flex to be acknowledged”

L’unico brano che risulta effettivamente fuori posto è Everyday con Marshmello, che con un beat generico e decisamente troppo Pop e un ritornello che definire stonato è un eufemismo, sarebbe stato preferibile scartare.
La collaborazione con Wiz Khalifa non è niente di speciale, ma comunque non stride nell’interezza della canzone; Big Sean in Wassup riesce a darci una strofa decente (diversamente dal solito), mentre quella di 2 Chainz in State of Emergency accompagna perfettamente le barre di Logic, che, come al solito fa il suo sporco lavoro e gli riesce decisamente bene.

Ben lungi dalla perfezione, Bobby Tarantino II regala dei momenti lirici memorabili e delle strumentali interessanti: un buon ascolto, non leggero, ma allo stesso tempo nemmeno troppo impegnativo dal punto di vista degli argomenti. Dopo il passo falso dell’anno scorso, Logic riesce quindi ad atterrare in piedi e sembra più che mai pronto a scattare di nuovo.