In una scena (quella Hip Hop) concentrata per la maggior parte sul mercato statunitense, ogni tanto non fa certo male guardare anche ad altri scenari, per esempio l’ambiente musicale britannico, così diverso e distinto dagli altri sottogeneri. In questo contesto, una figura in particolare ha iniziato a farsi strada negli ultimi anni: Little Simz. Simz è una rapper relativamente atipica nel panorama del Regno Unito principalmente per due motivi: un’attitudine ben definita e un rifiuto di chiudersi in una determinata categoria. Da una parte abbiamo una voce che, pur sapendosi adattare, è riconoscibile all’istante, dall’altra un sound che spazia dal Grime all’Hip Hop più classico, passando per quasi tutto ciò che sta in mezzo.

Le influenze di Grey Area sono evidenti: il Grime così tipico del suo Paese, ma anche il Jazz-Rap alla To Pimp A Butterfly di Kendrick Lamar e le produzioni sontuose in puro stile Kanye West; tuttavia l’album non sembra una copia di tutto questo, ne prende sicuramente ispirazione ma rimane comunque un lavoro a sé con la propria distinta personalità.

Stayed in my own lane, never side tracked
I serve-serve, lemme prep it, lemme dice that
You likkle rodents went and fell into my mice trap
And you can send a diss, I will never write back
Never lack, still whippin’ main road nigga
Man they shoulda never let me discover the mic

Il disco non ha un vero e proprio concept, più un ordine preciso delle tracce: passiamo dall’aggressività e la fame delle prime a un’introspezione più calma nelle successive. Simz cambia stato d’animo non appena introduce l’idea della pressione che diversi fattori esterni dell’ambiente in cui vive esercitano su di lei; da qui passa alla terapia e quindi alla necessità di aiutarsi senza affidarsi necessariamente a un aiuto esterno, analizzando le esperienze negative nel dettaglio per usarle come lezioni di vita che la rendano più forte.

Dal punto di vista dei testi, Simz dà proprio l’impressione di aver passato anni a perfezionare la sua tecnica e questo si manifesta nel suo flow veloce ed elaborato, nelle metafore e nei giochi di parole eleganti ma crudi allo stesso tempo e nell’interpretazione magistrale in ogni singola traccia che permettono all’ascoltatore di capire al volo lo stato mentale dell’artista e immedesimarsi in esso. A riprova della sicurezza di sé che Simz dimostra, le collaborazioni sono esclusivamente con cantanti, ad affermare con forza il fatto che la rapper non ha niente da invidiare ai “colleghi” d’oltreoceano.

Never worth it when you think back
You idolize the rappers that are on gun talk
But their lifestyle, never lived that, never did that
He didn’t want no crud
No dead bodies and no blood
When a gun man only knows self-hate
Them bullets show no love

Boss è un tripudio di aggressività e di arroganza giustificata su un beat minimale fatto di basso e batteria distorti, così come le urla quasi strazianti nel ritornello cariche di rabbia e risentimento ma che trasudano sicurezza (“I’m a boss in a fucking dress, nigga stay in line”). Simz sembra voler affermare di pretendere il rispetto altrui non tanto perché è una donna che fa Rap, ma perché lo fa bene.

Wounds è una traccia decisamente diversa, più calma e introspettiva e tratta un argomento molto delicato: la violenza che i ragazzini imparano ad accettare come elemento naturale della vita, un po’ per le influenze dell’ambiente in cui vivono e un po’ per la pressione dei pari. Simz non si limita a condannare questo stile di vita, cerca piuttosto di capire entrambi i punti di vista perché è solo così che si può risolvere il problema alla radice. La chitarra calda e Soul accompagna alla perfezione il mood del brano.

Fuck those who don’t believe
They would never wanna admit I’m the best here
From the mere fact that I’ve got ovaries
It’s a woman’s world, so to speak
Pussy, you sour
Never givin’ credit where it’s due ’cause you don’t like pussy in power
Venom

Il beat più Grime di tutto l’album è quello di Venom, in cui la rapper affronta la discriminazione ricevuta per il fatto di essere una donna in un ambiente estremamente maschilista, dimostrando di non essere inferiore a nessuno con un flow velocissimo e acrobatico e dei versi incredibilmente taglienti. Il contrasto tra il testo veloce e aggressivo e il beat così calmo ma imponente, inoltre, fa risaltare ancora di più le abilità di Simz.

Why you wanna all dress lies as truth?
Have you ever seen what silence do?
I don’t wanna see no violent troops
Puttin’ out fires that haven’t even been started
With a raw tip, man, I’m tired too
But I don’t lose, I refuse

Il momento di transizione è Pressure. Il piano sentimentale della prima strofa lascia spazio a una batteria più decisa e il testo segue entrambi gli strumenti: passiamo da un pessimismo di fondo nel raccontare tutte le esperienze negative dell’artista a una ritrovata fiducia in sé nell’affrontare tutti questi problemi, siano essi personali o sociali; temi che poi Simz tratta più in dettaglio nelle tracce successive con un’onestà encomiabile.

Grey Area è un album personale ma al tempo stesso aggressivo, Little Simz trasforma tutte le sue esperienze negative in forza e dà un’immagine di sé estremamente sicura e potente: sa quello che vuole e come ottenerlo e non ha paura di quella fragilità che tutti hanno. Il sound è vario, rendendo l’ascolto più fluido e l’artista più unica. Proprio per la sua unicità, questo disco non può che segnare un punto di svolta nel panorama Hip Hop britannico.