Diciamocelo chiaro e tondo, se cercate un disco da ascoltare per assecondare l’umore nefasto degli ultimi tempi tra massacri, leader politici che danzano come pagliacci e stragi familiari, beh quel disco è sicuramente Beyondless degli Iceage. In attività da dieci anni e con quattro dischi all’attivo, sono la punta di diamante del nuovo movimento post-punk; e diciamolo, fin’ora non ne hanno sbagliato uno di disco, provare per credere, o meglio, ascoltare per credere. Beyondless però è decisamente enorme e bello.

Perchè non riusciamo a non uccidere/non ci fermeremo mai di uccidere/Non dovremmo smettere di uccidere/Hurrah” cantano nel ritornello del loro intro dal sentore Rock Hurrah, graffianti ed irriverenti, sfacciati senza limiti, ci sbattono sul naso la denuncia e l’assurdità dei nostri tempi.
Continuando poi per parlare di Antidolorifici e della dipendenza, che però non è quella usuale da pillole; no qua parliamo di persone come mezzo per eliminare il dolore, in un lasso di tempo prestabilito, questo è Pain Killer. La persona come dipendenza e come soluzione temporanea al dolore.

Praying at the altar of your legs and feet
Your saliva is a drug so bittersweet
I’ll arrogate what’s there to take
In an evanescent embrace
Anesthetic liaison
Honey honey you’re my medication
Like love, you take everything
And this static yearn
Makes me rue the day

Però ragazzi non rifugiatevi in questo disco se cercate rassicurazioni, non ce ne sono; di nessun tipo. Ce lo dicono anche loro nella traccia finale Beyondless: “Ma se tu pensi che io sia il pilastro che ti serviva/credimi, mia cara, non lo sono”. Dritto sulla faccia, senza pensarci due volte.
Quello che però risulta il valore aggiunto in questo disco, che mancava nei precedenti, è l’aggiunta di archi e trombe senza perdere un centimetro di incisività, potenza e rabbia. Questo disco è un concentrato del malumore generale, unito egregiamente all’assurdità dei comportamenti umani e l’irrazionalità delle azioni (tornate ad Hurrah per questo); tutto questo tenuto insieme da una scrittura profonda, ricercata e mai banale. Scrittura che si concretizza in varie stilettate al petto durante tutto l’ascolto.
Mi verrebbe da citare un guru della telecronaca sportiva, tale Flavio Tranquillo, che mi perdonerà se prendo in prestito una sua famosa frase.

Altro giro, altro tiro, altro canestro”, gli Iceage hanno fatto canestro, ancora una volta.

Unravel and come undone
Plead the fifth on all accounts
We keep on running ‘till we hit the ground
And no head is left uncrowned