Sono passati 17 anni Dall’ultimo lavoro in studio di un certo Wolfgang Voigt, in arte GAS, eclettico musicista tedesco con la passione per l’elettronica e la musica classica, autore di album visionari e complessi nei quali ci getta nelle profondità oscure ed instabili di una foresta senza fine.
Le sue sonorità si contraddistinguono per il grande corpo sonoro con cui riempie i suoi pezzi, lasciando in soffondo e quasi nascosti i suoi campionamenti di musica classica.

Narkopop, album uscito nel 2017, dirige i nostri passi lungo un sentiero buio ed instabile di una foresta immensa, ci guida nel sottobosco leggero fatto di campionamenti classici che quasi scompaiono sotto un suono costante ed incessante, sotto rumori che ci tengono incollati al suolo e ci incurvano le spalle.
È una foresta cupa, quella che ci fa visitare GAS, come un predatore che si acquatta per attendere il momento giusto per balzarti alla gola, sta lì, quasi immobile e ci osserva trascinare i nostri corpi durante le dieci tracce senza nome, solamente numerate.

Poi d’un tratto si agita e inserisce dei beat in quattro per opprimerci, per inspessire la lastra che già grava sulle nostre teste; anche il sottobosco si anima, mentre i campionamenti si fanno più audaci e visibili.
Compare un pianoforte ed una melodia malinconica che il rumore costante non riesce a sopprimere, è una foresta che cambia e si illumina ad ogni passo; ad ogni passo c’è qualcosa che ci spinge a camminare ancora, a resistere a quella lastra di suono che ci opprime.

È un disco quello composto da GAS che non può essere abbandonato al primo ascolto, etichettandolo come superficiale o sconclusionato. È invece un disco che merita un ascolto attento e misurato, con l’orecchio pronto a cogliere le sfumature e le cose volutamente nascoste dall’artista.
Narkopop ci guida verso le complessità che ci troviamo a fronteggiare nelle nostre vite, aiutandoci a guardare meglio e a cogliere le piccole meraviglie che ci circondano, ignorando il peso che ci portiamo dietro tutti i giorni.
Senza sosta.