The Wilderness è il settimo lavoro targato Explosions in the Sky, dopo quasi 5 anni dall’uscita di Take Care, Take Care, Take Care. Un disco attesissimo per tutti gli appasionati del genere e non. Chiunque, almeno una volta, si sarà lasciato rapire da un ormai pietra miliare come The Earth Is Not Cold Death Place. Ma questa è un’altra storia. The Wilderness è ancora una volta un viaggio introspettivo, che esplora ogni dettaglio della persona e della natura umana, come sempre lasciando all’ascoltatore la scelta delle immagini e delle parole adatte, in pieno stile EITS.

In questo giro, però, il gruppo di Austin si rinnova, introducendo sfumature elettroniche che aiutano a delineare in modo ancora più incisivo quelle che sono le sfaccettature e l’intensità della loro musica. Il disco si apre con Wilderness che insieme a The Ecstatics è un’introduzione dolce, che ci porta altrove, giusto per mettere a fuoco quella che sarà l’ambientazione di questo lungo e sublime viaggio messo in musica. Sublime perchè Tangle Formation mette subito in chiaro l’irrequietezza che aleggia nell’aria, lo scenario cambia, e insieme a Losing The Light vengono messe in risalto debolezze e punti di forza dell’animo umano. Logic Of a Dream è il pezzo che divide l’album in due parti, quasi simbolico: l’apertura tormentata, e il finale soave. Soave esattamente come un sogno e il suo risveglio accompagnato da Disintegration Anxiety e Infinite Orbit che diventano il suono liberatorio da ogni paura, come un potente urlo che sputa via ogni tormento.

Il finale con Colours in Space e Landing Cliffs è armonioso, un tripudio di emotività, che ci lasciano alla contemplazione di questo lungo e tortuoso cammino. Gli Explosions in the Sky ancora una volta fanno centro, mirano al cuore e non sbagliano il bersaglio. Un disco che quasi li consacra come il prodotto più originale del panorama post-rock. Il tutto curato interamente nei minimi dettagli, quasi alla ricerca della perfezione. L’elettronica utilizzata miratamente, sprazzi di minimalismo che portano nel disco una venatura ambient. E’ qualcosa di nuovo, che si scosta dai vecchi lavori aprendo la strada a idee per niente banali, ambiziose, facendoli risultare come sempre una garanzia.

Andrea Irace