Dopo l’omonimo album del 2014 nessuno aveva davvero più alcun tipo di dubbio sulla creatività di Clark. L’eclettico musicista e producer inglese questa volta alza di nuovo il tiro rimettendo tutto in discussione. E The Last Panthers ne è il risultato. Un album, a mio dire, molto interessante.

Ma andiamo con ordine perché in fondo stiamo parlando di un disco concepito per accompagnare una serie TV che prende lo stesso nome del lavoro in questione; trasmesso, tra le altre cose, in Italia su Sky Atlantic e a cui ha anche partecipato David Bowie “donandole” la sua Blackstar. Per quanto possa sembrare ovvio quindi, la posta in gioco questa volta è davvero alta. Soprattutto per un uomo che non è mai sembrato incline alla creazione di musica d’ambiente in senso assoluto.

Dopo le prime note dell’introduttiva Back To Belgrade tutti i dubbi vengono dissipati, lasciando spazio ad un anima di Clark oscura, intima ed avvolgente. Le canzoni tech – experimental – pop che a suo tempo ci fecero amare questo artista appaiono ora più che mai un ricordo lontano nel tempo. Un mondo nuovo da scoprire fatto di suoni eterei, a tratti angoscianti, e synth sinistri. Superata in questa fase la “crisi d’identità” nei confronti del producer l’album non smette di regalare sorprese.

The Last Panthers è un acquerello impressionista di immagini oscure, a tratti gotiche, e di fortissimo impatto visivo. Basta chiudere gli occhi ed un modo incredibile si proietta davanti a noi. Ne è la riprova il fatto che chi scrive in questo momento non sa assolutamente nulla della serie TV in questione; un po’ per pigrizia, un po’ per scelta. Resta comunque il fatto che queste immagini risplendono di luce propria come solo poche altre riescono a fare.

Lo spiraglio di luce che riusciamo a percepire con Omni Vignette viene poi spento in un mantra apocalittico da Dead Eyes for Zvlatko / Heaven Theme; e così è in parte per tutto il disco; un costante saliscendi di emozioni, di luci ed ombre, di sospiri elettronici, di rumori lontani; nello spazio, nel tempo.

Difficile stabilire l’importanza di un album del genere per la carriera del suo autore. Resta comunque il fatto che raramente nella mia vita sono riuscito a vedere un personaggio dotato di tale eclettismo. Certo, eccezione fatta per i soliti (geni) noti come Aphex Twin e via discorrendo, Clark si dimostra ad oggi uno dei musicisti più talentuosi in circolazione. The Last Panthers, nei suoi limiti e nei suoi difetti, ne è la conferma definitiva.