Il 2019 volge a un inesorabile termine, così come il decennio di cui fa parte. Restano scampoli di fredde giornate per ricordare, riproporre, celebrare quello che è stato, con quella nostalgia che non deve tarpare le ali ma fornire carburante per proiettarsi nel futuro.
Sembra essere proprio questa l’intenzione della nuova compilation Da dove proviene il rumore di Brenneke, al secolo Edoardo Frasso, local hero varesino del cantautorato indie italiano che da 10 anni propone una scrittura fresca ed entusiasmante. Pubblicata da Vetrodischi, visionaria etichetta neonata che si pone come obiettivo e scopo quello di esaltare prodotti locali diversi ma innovativi proprio come quello di Brenneke, la compilation rimescola, riassume e racchiude i 10 anni di attività del cantautore che iniziano proprio con il decennio che sta per finire: un punto di partenza e non certo di arrivo, visto il riscontro positivo ricevuto da Nessuno lo deve sapere, album dello scorso febbraio sempre per Vetrodischi.
Vecchie demo, cover, estratti live e inediti si alternano nella tracklist, vero cocktail di nostalgia e ricordi per gli ammiratori di Brenneke.

Possiamo ritrovare così versioni alternative di brani noti del canzoniere di Brenneke, come Lasciarsi alle spalle, comunque bella come la si voglia girare, oppure Ragnatele e Incendio, tratte rispettivamente dal primo EP e dal secondo disco. Troviamo poi demo e abbozzi iniziali dritti dritti dal 2010 con un sapore artigianale, sensazioni uggiose di tempi andati, mente che corre e va dove forse non vorremmo, come nel caso delle toccanti Camden e Tunnel. Ci sono soprattutto una cover di Bomba o non bomba di Venditti e un inedito bellissimo dal titolo esemplificativo di tutta l’operazione: Itaca è ritorno al passato ma anche sguardo al futuro. Un scrittura immediata senza essere facile contraddistingue il brano, su cui è necessario porre l’accento. Canzone nomen omen.

Come Odisseo, dopo un viaggio lungo dieci anni Brenneke torna a casa. Inevitabilmente le cose non sono come le abbiamo lasciate nel momento della partenza, cambiano, evolvono o magari si smarriscono. L’importante è saperle guardare in terza persona, maturi e saggi e da qui ripartire. Ricordare senza rimpianto è il modo migliore per affrontare il futuro.