Every Kingdom fu un’esordio folgorante, un folk-rock così genuino e accattivante da travolgere completamente l’ascoltatore con ritornelli da Sing-A-Long e melodie semplicemente stupende; poi venne I Forget Where We Were e fummo tutti un pò confusi da quell’intricato labirinto di post-rock e sperimentazioni, ben lontano dal sogno Folk del 2011. A quattro anni di distanza Ben Howard torna a far parlare di sè e lo fa col botto; quattro anni di completo silenzio e d’un tratto ci troviamo davanti questo Noonday Dream.

Now I am older
I don’t look over my shoulder
I know what is there in front of me
Ten Marlboro cigarettes
The rolled butts into the bottles
Today I will stare at the sea
Till my eyes have had enough

È un animale strano quest’album, quanto di più lontano dal Ben Howard abbiamo conosciuto nel 2011, al suo esordio: Ampio, spazioso, completamente immerso(e perso) nella musica, nel creare mondi e distruggerli per poi tirarli su di nuovo; le parole ci sono ma si perdono nella vastità del contorno, tante volte sembrano quasi un mormorio indistinto, quasi difficile da decifrare.
Atmosfere che riprendono il cammino del disco precedente e si estendono fino ad un limite ultimo, uno spazio infinito.

Il Gigante che ci troviamo davanti è rappresentato perfettamente dal primo singolo che ha anticipato il disco, A Boat To An Island On The Wall; un muro di chitarre distorte nel quale subentra una chitarra acustica ed un cantanto, tutto accompagnato da un mormorio nel sottofondo. Un Crescendo di intensità e di dinamiche che esplode sul dopo la metà e si conclude con una coda Post-Rock da togliere il fiato.

To care, or not to care
To be there
In the distant and uncertain
To be aware
In an old Iberian hotel room
That the devil
Is not behind the curtain
She said walk in small steps
And fear floating
We made a pact

Un Ben Howard cupo, laconico e malinconico ci accompagna mano nella mano nel mondo che lui stesso costruisce per poi distruggere due righe dopo, o semplicemente quando ci parla di essere in un profondo stato di calma, “Sposato con l’alba nella mia mente” sospira nella splendida chiusura che è Murmurations, rappresentando completamente la figura dell’uomo in armonia con se stesso tramite l’incrocio degli archi che pizzicano le corde ed una chitarra distorta nel sottofondo. L’Armonia che il nostro Ben sembra aver raggiunto in questo viaggio.

Qualcuno diceva che si sarebbe perso nella “noiosa banalità” della musica contemporanea, lui prontamente ha fatto notare che non gliene fregava un bel niente, voleva unicamente continuare a camminare.
Dopo svariati ascolti, sì perchè quest’album può essere compreso nella sua interezza solo dopo molti ascolti, posso dar ragione a lui. Noonday Dream è un album che si distingue per ricercatezza e voglia di sperimentare, dando una scossa alla piattezza della scena musicale, un disco da sentire e risentire.

Well I am loved through sickness
Today I am courage at the track
It’s so peaceful here
No one to fuck it up
I could lay here for hours and hours
And not ask you for much