Twentyears è l’ultima uscita degli AIR, primo best of del gruppo che si presenta con due dischi e un booklet contenenti oltre ad una raccolta di tutti i loro pezzi storici, una selezione di materiale inedito e rarità in collaborazione con Charlotte Gainsbourg, Jarvis Cocker e Françoise Hardy. In cinque punti cercheremo di raccontarvi l’excursus storico e le tracce inedite del duo francese.

1. Chi sono gli AIR?
2. Il disco: tracce migliori
3. Il disco: tracce peggiori
4. Vale la pena ascoltarlo?
5. Conclusioni

1. CHI SONO GLI AIR?

Gli AIR nascono nel 1995 a Versailles dall’illuminazione di Nicolas Godin e Jean-Benoît Dunckel. I due, appasionati di musica classica ed elettronica, finiscono in contatto in quegli anni e decidono di fondare gli AIR. Un anno dopo pubblicano il loro primo singolo Modular Mix. Riescono a farsi notare da gente del calibro dei Depeche Mode e nel 1998 esce l’album d’esordio Moon Safari, disco pieno di collaborazioni importanti tra cui Beth Hirsch e Beck. Nel 2000 vengono contattati da Sofia Coppola per la colonna sonora de il film Il Giardino delle Vergini Suicide, album che sarà definito la loro pinkfloydiana consacrazione. Seguono altri dischi tra cui 10000 Hz Legend, Talkie Walkie, Pocket Symphony e Love 2, sempre seguendo quella linea fra l’elettronica, il trip hop e la downtempo tipica del loro modus operandi che ha fatto di loro una band di riferimento del panorama musicale delle ultime due decadi.

2. IL DISCO: TRACCE MIGLIORI

Oltre ai pezzi che praticamente li hanno consacrati negli ultimi vent’anni come La Femme d’Argent, All I Need e Alone in Kyoto, per niente sottotono risulta Adis Abebah, brano composto per la colonna sonora del film Quartier Lointain, con dei sassofoni che rendono l’aria un pò jazz, accarezzata dalla downtempo tutta di stampo AIR. Un’altra bella sorpresa è The Duelist, duetto già noto ai fan tra Charlotte Gainsbourg e Jarvis Cocker, un brano sensuale con un fare melodico che rende il tutto anche un pò eccentrico.

3. IL DISCO: TRACCE PEGGIORI

Tra i vari inediti che hanno deluso le aspettative ci sono Roger Song pezzo pregno di sonorità tutte anni ’60, che risulta ripetitivo, e per poche peculiarità una produzione degna degli AIR, i quali si son sempre distinti per questa imperativa ricerca nel passato, ma che questa volta risulta fuori luogo. The Way You Look Tonight, pezzo che gioca sui punti di forza della band, sarebbe davvero un bel brano se non fosse per il testo che tocca spesso il melenso, altre quasi il ridicolo.

4. VALE LA PENA ASCOLTARLO?

La risposta è sì per chi da nostalgico o da fan vuole ancora una volta rivivere tutta la storia degli AIR che in questa magica raccolta ci portano davvero indietro a giorni migliori, quando le produzioni non peccavano di eccessi e risultavano sincere ed incondizionate. I primi amori non si scordano mai, si sa.

5. CONCLUSIONI

Twentyears è il racconto di un gruppo che ha segnato con decisione la scena trip hop degli ultimi vent’anni, con i suoi pochi toni bassi e i tantissimi tocchi di classe e perle indimenticabili. E’ una raccolta dell’indelebile, dell’amore e del dolore. Forse, però, una occasione mancata per riconfermare ancora una volta la grandezza di un tempo. Gli AIR, senza nemmeno pretendere troppo, affiancano i fasti del passato ad un piatto presente, quasi spento si direbbe osando.