Essere uno dei rapper più prolifici del momento comporta delle difficoltà non da poco, prima fra tutte quella di riuscire a produrre qualcosa che rimanga interessante e che non cada nella banalità e nella ripetitività. Eppure, pur non essendo particolarmente sperimentale o innovativo, 2 Chainz è sempre riuscito a mantenere su di sé un certo grado di attenzione. Non è semplice definire un motivo preciso per cui questo accada ma, per quello che ho potuto osservare, principalmente questo si deve in parte alle sue capacità di scrittura che, nonostante gli argomenti, non vanno per niente sottovalutate e soprattutto alla sua personalità arrogante e “over the top” che riesce a essere incredibilmente accattivante.

È fin troppo facile categorizzarlo come “l’ennesimo artista Trap che parla sempre delle stesse cose” e, anche se in parte ciò è vero, è il suo liricismo che lo differenzia da altri rapper che fanno un tipo di musica simile al suo. 2 Chainz ha una tecnica più che buona (o comunque al di sopra della media) e soprattutto non si limita ai tipici argomenti del genere, anzi tratta anche temi più seri e spinosi, collocandosi esattamente a metà strada tra “conscious” e ignorante.

I stayed in the Creek, junkies used to preach
In the dope game, tryna reach my peak and go undefeated
I pleaded with the judge, this my first offense
High school b-ball, I’m tryna get a scholarship
No ACC, SEC, ClayCo APD
On a bumpy road like an ATV, EBT

In Rap Or Go To The League quest’aspetto emerge molto più che nei suoi lavori precedenti. Complice l’età ormai decisamente matura del rapper (e magari pure l’essersi reso conto di essere anche un padre), i testi che trattano argomenti concreti e socialmente impegnati sono molti e questo cambiamento è senza dubbio ben accetto. Prova di tutto questo la si ha già nel titolo, che vuole sottolineare le due uniche alternative al crimine per un giovane afroamericano cresciuto in un quartiere povero: sfondare nel mondo del Rap o in quello dello sport.

Dal punto di vista del sound, l’album non si discosta quasi per niente dai suoi precedenti ma, come già detto in precedenza, nessuno ascolta 2 Chainz per la sperimentazione musicale. Seppure la maggior parte dei beat siano dei banger Trap non indifferenti, non sono poche le tracce noiose, come Rule The World con Ariana Grande e Girl’s Best Friend con Ty Dolla $ign che assomigliano terribilmente a quelle canzoni di inizio anni 2000 metà Rap e metà RnB nate prendendo solo il peggio dei due generi.

Let me get this straight, if I drop 40 today
You don’t care if I eat, you don’t care if I ate
They say, “You better have a good grade like a mixed baby hair”
They say, “We goin’ to the tournament, we gonna need you there”
I have more crab legs than Jameis
You fake like you got a girlfriend, Manti Te’o
Maurice Clarett with bangers
This could drive a college kid crazy

Nella prima traccia 2 Chainz si dimostra molto maturo, con un testo incentrato su errori, violenza e conseguenze di determinati comportamenti con un forte accento sul concetto di perdono. Forgiven ha un beat Trap con delle influenze Soul ed esplora un concetto relativamente atipico nel panorama Hip Hop: perdonare i torti prima che il demone della vendetta rovini altre vite inutilmente.

Nettamente diversa è NCAA, nella quale il rapper celebra ciò che è riuscito a costruire per sé e per la sua famiglia riflettendo anche sulla sua carriera nel basket universitario, interrotta proprio dall’NCAA che gli aveva impedito di affidarsi a uno sponsor.

I Said Me è una traccia all’apparenza superficiale (e in parte lo è), ma tratta il passato cupo e difficile dell’artista in contrapposizione con il suo successo attuale, lasciando spazio per riflettere su cosa sarebbe potuto andare storto e cosa sarebbe potuto succedere se avesse continuato a concentrarsi solo sulla sua carriera di atleta. Il campione usato per il beat è interessante, tuttavia il problema sta nell’introduzione troppo lunga che rischia di annoiare prima che la canzone inizi.

I just lost my count countin’ blessings
12th grade I got locked up for possession
I tried to call God, but he ain’t answer
Sent me to voicemail, he pressed cancel

Le collaborazioni sono quelle che ci si aspetterebbe da 2 Chainz, ma quelle che spiccano sono principalmente in tre brani. Il primo è Whip con Travis Scott che, nonostante l’effettiva riuscita del pezzo, è influenzato troppo pesantemente nel sound dall’ospite e sembra più una canzone di Travis in cui 2 Chainz compare per caso. Abbiamo poi Momma I Hit A Lick con Kendrick Lamar che presenta il beat più strano e particolare dell’album; qui l’intesa tra i due artisti è straordinaria ed è uno dei rarissimi casi in cui Kendrick non prevarica completamente sull’autore della traccia grazie anche a un uso molto particolare della voce che non si era mai sentito finora dal rapper di Compton. Infine c’è 2 Dollar Bill con Lil Wayne e E-40, un vero e proprio banger dal tema scontato e banale (“Come sono speciale e unico rispetto agli altri”) ma dall’esecuzione a dir poco spettacolare da parte di tutti e tre gli artisti coinvolti.

Rap Or Go To The League non è un album perfetto o grandioso, ha dei problemi non da poco, tuttavia I lati positivi riescono a prevalere su quelli negativi rendendolo un buon lavoro. Non sarà l’album dell’anno, ma di sicuro un disco che vale la pena sentire e che può regalare anche degli spunti di riflessione, cosa abbastanza rara per il tipo di Rap a cui 2Chainz ci aveva abituati in precedenza.