A tre anni di distanza dall’ottimo The Shadow Of Heaven i MONEY sono tornati. Il gruppo di Manchester dopo innumerevoli voci che si susseguivano da un bel po’ di tempo ha infatti deciso di rilasciare proprio in questo inizio 2016 il suo attesissimo ritorno. Il suo nome, come sempre poetico, è Suicide Songs. Canzoni suicide, esatto. Un titolo che lascia ampiamente presagire quello che i MONEY sono diventati.

Suicide Songs rappresenta in effetti la svolta acustica del sound del gruppo che inizialmente si era concentrato su un dreampop onirico che fece impazzire i critici di tutto il mondo. Non dobbiamo aspettarci nulla di tutto ciò in questo album. I MONEY, come una sorta di ritorno all’origine, hanno cambiato identità, riavvicinandosi all’intimismo del pop-folk.

When I was a child I made a deal against the sun
That if it died out that I would carry on
So you can feel and you can see
That it’s all real
And you won’t have to cry

Sarò sincero, l’elemento più interessante di questa nuova opera è sicuramente la modalità di scrittura dei testi. Abbandonati quei frammenti di parole che si sposavano con le sonorità minimali del loro esordio, il gruppo di Manchester si è concentrato in una scrittura tragica ed esistenzialista. Ad ogni ascolto sembrano sempre più vicini alla poetica di scrittori come Camus; facendo si che l’ascoltatore si interroghi in prima persona sul loro reale significato.

Musicalmente Suicide Songs è un collage di tantissime altre cose già sentite e risentite nel Regno Unito. Ma non stiamo parlando di un disco che ha la pretesa di innovare. E’ chiaro che i MONEY cercano di giocarsi tutte le loro carte sull’impatto emotivo e che le loro liriche, per quanto volutamente provocatrici e irriverenti, non sono altro che il lavoro minuzioso di un gruppo intelligente e completamente consapevole dei propri mezzi.

Questa è un’opera semplice ma allo stesso tempo articolata. Non stiamo parlando di musica sublime che cambierà la vostra vita musicale, bensì di un piccolo grande album che ha qualcosa da dire. I testi sono ottimi, gli arrangiamenti pure. Forse non sarà una rivoluzione, e questo è certo, ma Suicide Songs è (fino ad ora)  uno degli album più godibili di questo 2016.

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