Sapersi migliorare è una delle capacità più importanti che un artista possa avere e, nel corso della sua carriera, Mecna ha sicuramente dimostrato di possederla.
Nonostante qualche piccola contraddizione qua e là, questo artista ha saputo dare sfoggio di un’inclinazione all’impiego di suoni e tecniche differenti, ma soprattutto di essere in grado di impegnarsi di più in ogni sua nuova pubblicazione.

Fin dal suo primo lavoro “ufficiale” è evidente il suo problema: i testi rimangono certamente impressi, ma non sembrano parlare di molto. Tuttavia l’enorme punto di forza di Disco Inverno, oltre alle produzioni di Blue Nox e Unlimited Struggle (che offrono anche delle ottime collaborazioni), è la spontanea naturalezza con la quale Mecna tratta argomenti personali e introspettivi, toccando il cuore dell’ascoltatore descrivendo sentimenti che tutti abbiamo provato almeno una volta nella nostra vita. L’esempio più concreto è Sul Serio con Bassi Maestro, che racconta soprattutto la difficoltà di lasciare la famiglia per inseguire il proprio futuro.

L’album successivo, Laska, è un taglio netto col passato soprattutto a livello sonoro: un sound molto meno “old school”, che ricorda per certi versi quello di Drake.
I testi, pur trattando argomenti simili tra loro, rimangono comunque molto personali e introspettivi, descrivendo l’evoluzione di una storia d’amore in tutte le sue fasi e non solo. L’esempio più evidente è 31/08, forse la canzone più famosa di Mecna, estremamente minimale e toccante.
Durante tutto quest’album si ha quasi l’impressione di trovarsi in un paesaggio invernale, i cui suoni, ovattati dalla neve, non riescono a sovrastare la nostra voce interiore.

È tuttavia con l’ultimo disco che si ha un ulteriore passo in avanti: il suono è ancora più curato e i testi leggermente più definiti e concreti. Le strofe cantate aumentano e l’autotune diventa più sporadico e leggero, mentre l’atmosfera muta notevolmente: se il precedente album aveva un suono pienamente “invernale”, Lungomare Paranoia sembra quasi la fine di questo inverno, sia a livello sonoro che lirico.
La traccia che più rappresenta questo cambiamento è Malibu che, con un beat volutamente fuori tempo e l’alternanza di una strofa cantata e una rappata è una ventata di aria fresca. Un altro brano molto d’effetto è Nonostante Sia, che col suo finale a sorpresa riesce a spiazzare completamente.

Ciò che più ha aiutato Mecna a guadagnarsi il suo posto nell’Hip Hop italiano è dunque, senza dubbio, un’invidiabile capacità di migliorare il proprio lavoro, senza troppa paura di distaccarsi dal suono di partenza.