Oggi, lunedì 26 febbraio, ci troviamo a meno di una settimana dalle elezioni politiche italiane. La politica del nostro paese è in questo momento argomento di interesse anche per le testate straniere; giornali come il Guardian, il NY Times, Le Monde, l’Atlantic e Le Figaro hanno dedicato più di un articolo alla nostra situazione attuale.

In un’epoca dove la politica nazionale non è più indipendente come una volta, gli ultimi fatti di cronaca hanno destato preoccupazione anche negli altri paesi. D’altra parte l’Italia è il terzo paese per importanza economica all’interno della zona euro, ed è logico che uno scenario incerto e precario come quello che si prospetta in vista al 4 marzo desti qualche pensiero. Non è solo la situazione economica a inquietare, ma anche il futuro del già precario equilibrio politico-sociale. La tensione tra fazioni politiche opposte, ed il sentimento anti establishment (conseguenza di un’esasperazione profondamente radicata nel popolo italiano, in un paese i cui dati circa il livello di corruzione parlano da soli), insieme alla sempre presente frammentazione partitica che denota già di per sé una scarsa coesione, rendono le previsioni poco rosee.

Inoltre queste ultime settimane hanno visto la cronaca occuparsi di scontri, manifestazioni violente ed antagonismo che ha portato il Guardian (e non solo) a effettuare collegamenti con gli Years of Lead, gli Anni di Piombo protagonisti della storia italiana dalla fine degli anni ’60 all’inizio degli anni ’80; in riferimento all’episodio di mercoledì mattina scorso a Palermo, nel quale uno dei leader di Forza Nuova della capitale è stato attaccato da un gruppo di esponenti di sinistra in risposta all’episodio di Macerata di inizio febbraio, lo stesso sindaco Orlando ha condannato l’episodio definendolo un “segno della degenerazione che la politica italiana sta subendo, dopo avere sottovalutato la recrudescenza di fenomeni […] fascisti e razzisti […]. Il fascismo non si combatte con lo squadrismo, bensì con la cultura e la resistenza”.

Attacchi ai singoli a parte, le scorse settimane hanno visto anche molti scontri tra manifestanti di entrambe le fazioni, anche con le forze dell’ordine. Ci sono stati più di 70 episodi di violenza in questo mese precedente le elezioni, tra sparatorie, accoltellamenti, fumogeni e percosse. In un report inviato al Parlamento in febbraio, si sostiene che la violenza sia “un fenomeno iniziato dall’estremismo da ultrà politico da entrambe le parti, provocato dall’aumentare delle politiche anti-immigrazione dell’estrema destra”. In dichiarazioni riportate sull’express.co.uk, Marco Bassani, docente di politica all’Università di Milano, sostiene che “Ci sono troppe differenze tra Nord e Sud e nessuno dei partiti parla dei problemi reali. Il debito nazionale è fuori controllo e nessuno parla dei veri problemi”.

Le Monde parla delle preoccupazioni di Bruxelles circa il futuro dell’Italia. Il Presidente della Commissione Europea ha parlato della possibilità di doversi preparare al “peggior scenario” all’indomani del 4 marzo, riferendosi soprattutto alle possibili reazioni forti dei manifestanti. Juncker ha poi corretto il tiro tramite un comunicato, augurandosi che il ruolo dell’Italia in quanto attore tra i principali dell’Europa; questi fatti tradiscono tuttavia quale sia in realtà la situazione dal punto di vista delle relazioni internazionali.

Un altro dei temi scottanti in vista delle elezioni è quello delle fake news e il loro ruolo negli esiti della campagna. In un articolo di qualche mese fa parlavo del ruolo delle notizie false nella vittoria di Donald Trump ed il suo successivo insediamento alla Casa Bianca; il NY Times pubblica un pezzo intitolato “Italy, Bracing for Electoral Season of Fake News, Demands Facebook’s Help”, nel quale parla di un clima globale già ricco di sospetti circa il ruolo russo nelle elezioni statunitensi, francesi e tedesche, e nei referendum che hanno visto la vittoria dei pro-Brexit in UK e degli indipendentisti in Catalogna. L’Italia in questo caso potrebbe essere il collegamento con una già vulnerabile Unione Europea.

Le elezioni italiane 2018, le più ricche di controversie degli ultimi anni della storia del nostro paese, stanno preoccupando più o meno tutti. La situazione è piuttosto preoccupante e gli scenari che si prospettano incerti ed inquietanti. Potrebbe però essere l’anno di svolta in un processo in atto da 20 anni che porta alla diminuzione progressiva delle partecipazione elettorale; sicuramente ora, come e più di prima, è importantissimo far sentire la propria voce.