Gli LNZNDRF sono uno dei gruppi più Hyppati di questo inizio 2016. Per chi non li conoscesse, sono una band americana composta da alcuni membri di National e Beirut. E’ naturale quindi, pensando all’importanza che i due gruppi hanno avuto nelle loro rispettive scene nutrire una grande aspettativa nei confronti di questa uscita discografica. Manca Matt Berninger, è vero, ma ciò non rappresenta necessariamente un male; anzi; la grande musicalità di questo lavoro forse avrebbe messo in secondo piano la voce bellissima del cantante dei National.

Detto questo, approcciarsi a LNZNDRF per la prima volta non è affatto facile, soprattutto perché le sue sonorità sono completamente diverse da quelle di entrambe le band. Al suo interno non ci troveremo né le liriche depresse di Berninger e compagni né le schitarrate folk dei Beirut. Non stiamo parlando di un prodotto rivoluzionario, questo è certo, ma di qualcosa che comunque va apprezzato per il coraggio dimostrato dai suoi autori.

E’ difficile catalogare questo album all’interno di un genere ed io non voglio prendermi questa responsabilità. Per tanto vi dirò che LNZNDRF è un lavoro che unisce una musica ambient molto dark alle chitarre acustiche più tradizionali, e poi ancora una certa influenza Dreampop ad un più comune post-punk. Per non scadere troppo nei paroloni; questa tracce sono belle, omogenee e ben studiate. La prima impressione, ascoltando per bene questo lavoro, è quella di trovarsi di fronte ad una band i cui membri si conoscono da una vita. Scoprire invece che tutto questo è frutto di una collaborazione durata qualche decina di mesi risulta essere stranissimo, nonché impensabile.

Un altro fattore che gioca sicuramente a vantaggio di questo disco è la non-pretenziosità dei suoi autori. Perché, parliamoci chiaramente, quando si produce un disco perlopiù strumentale il rischio di divenire ridondanti è sempre dietro l’angolo. LNZNDRF è invece equilibrato e umile; nonché estremamente intelligente. I suoi autori sono perfettamente consapevoli di quando sia necessario eccedere con le stratificazioni sonore e quando invece ci si possa rifugiare in atmosfere più tranquille, semplici ed intime.

Nel complesso stiamo quindi parlando di un lavoro che dovrete sentire assolutamente se siete fan dei National o Beirut. Anche se non conoscete quest’ultimi (e se leggete spesso questo blog è davvero difficile) a mio parere dovreste dare una possibilità a LNZNDRF, uno dei lavori più riusciti di questo inizio 2016.