Vi avevamo presentato poco più di una settimana fa il TODAYS Festival, kermesse musicale nella periferia torinese che raccoglie il meglio della scena alternative internazionale e italiano. Abbiamo partecipato al Day 2 e questo è il nostro resoconto.

Partiamo subito col riportare il fatto principale di questa specifica giornata: gli headliner previsti erano le leggende shoegaze My Bloody Valentine, un’esclusiva italiana ghiotta per molti appassionati. Dovevano, ma così non è stato. Per motivi assolutamente estranei all’organizzazione, il gruppo di Kevin Shields ha dovuto defezionare. La disdetta di un headliner è un duro colpo per qualsiasi festival, qualunque sia la sua dimensione. Precisiamo subito tutto questo per sottolineare come l’organizzazione del TODAYS nel giro di due giorni due e a distanza di una settimana dall’inizio dei concerti abbia saputo sostituire i MBV con un nome parimente importante nel suo genere, calzante con la line-up della giornata in questione, apprezzato universalmente da pubblico e critica e di grande sostanza scenica: gli scozzesi Mogwai, alfieri del post-rock. Grandissima prova di coerenza e problem solving da parte degli organizzatori, che comunque hanno riservato al pubblico la possibilità di farsi rimborsare il biglietto, cosa non avvenuta dal momento che la giornata, così come tutto il festival, ha totalizzato un sold out in cassa.

I Mogwai headliner di emergenza, si diceva. In cartellone per il sabato però figuravano sullo stesso palco dello sPAZIO211 anche gli italianissimi Daniele Celona e Colapesce più le leggende new wave di Liverpool Echo & The Bunnymen, freschi di nuovo singolo in promozione. Sugli altri palchi si sono alternati in EX INCET Cosmo, Mouse on Mars, Red Axes e Acid Arab e in PLARTWO Simon Scott degli Slowdive e Giuseppe Ielasi.

La giornata è grigia ma tiene senza pioggia. Sembra calzare perfettamente con le sonorità che verranno irradiate dai palchi. L’area verde di sPAZIO211 non è vasta, anzi, ma riesce a riservare una posizione confortevole a chiunque voglia assistere alle esibizioni senza calca o disagi di influsso/deflusso.
Si parte intorno alle 18.30 puntualissimi con la breve ma intensamente energica performance di Daniele Celona, cantautore indipendente con liriche d’impatto e chitarre impazzite, le stesse che lui stesso salutando loderà come fiore all’occhiello di tutta la manifestazione, “finalmente!” aggiunge.

Segue il cantautore siciliano Colapesce (Lorenzo Urciullo), di casa 42 Records, e la sua strepitosa Infedele Orchestra che vanta anche la bravissima Adele Nigro alle chitarre, fiati e cori. Un live ridotto, scaletta da festival ma ugualmente magistrale nella sua esecuzione da parte di tutti gli interpreti. Non restano molte date rimaste per il tour di Infedele, il nostro consiglio spassionato è ancora quello di approfittarne finché è ancora in giro. Davvero un set di livello!

Conclusa la parentesi di musica nostrana, si inizia con gli internazionali. Sul palco appare la figura alta e tenebrosa di Ian McCulloch degli Echo & The Bunnymen, che attaccano subito con la hit Lips Like Sugar. Suoni cristallini, pulizia da parte di tutta la band, e non potrebbe essere diversamente considerata l’esperienza degli Echo. Forse un po’ troppo autocitazionisti, tagliano la celestiale Ocean Rain in virtù di un paio di cover (Roadhouse Blues dei Doors e Walk on the Wild Side) che danno la sensazione a molti di trovarsi in presenza di una buona cover band. Tuttavia The Killing Moon vale il prezzo del biglietto da sola, non capita spesso di poterla ascoltare dal vivo e chi vuole ne assapora ogni singola nota.

Arriva la volta dei rincalzi di lusso: i già citati Mogwai salgono sul palco e attaccano con la gentile New Paths to Helicon, che poi esplode in uno dei loro iconici crescendo. Volumi altissimi e corposità delle chitarre semplicemente fermano il tempo. Un’ora e venti di concerto che riesce a regalare vette emotive che chiunque abbia mai ascoltato anche per sbaglio un brano dei Mogwai sa che possono costruire, non disdegnando sfuriate di distorsioni e BPM sparati. In buonissima sostanza, ciao e grazie My Bloody Valentine, facciamo la prossima volta.

Lo sPAZIO211 chiude i battenti per riaprire il giorno successivo con Editors, Ariel Pink, Generic Animal e Maria Antonietta. Il pubblico si divide tra chi prende la via di casa e chi si ridistribuisce sugli altri palchi. Nello stabilimento industriale EX INCET in fondo alla via l’esperienza Cosmotronic ha già preso vita, uno dei set più esplosivi dell’anno ad opera del cantautore di Ivrea, in grado di mettersi a nudo con testi di un’intimità sconcertante quasi sussurrati su basi techno da rave di tarda notte. Il Cosmo del 2018 è una garanzia che mette d’accordo chiunque, carica il pubblico pronto a 4 ore di elettronica pura, quasi old school e fa cantare anche i profani del genere con le hit che hanno invaso le radio negli ultimi 12 mesi. C’è spazio anche per il consueto djset di remix di se stesso che Cosmo frappone sempre a metà del set. I laser si alzano e il dancefloor si infiamma su Ivrea Bangkok e Attraverso lo specchio, brani che scardinano anche la più austera delle sobrie astemie e fanno muovere la testa a tempo pure ai piloni che sorreggono la struttura. Vale lo stesso per quanto segnalato su già per Colapesce, restano poche date per il tour di Cosmotronic e non ci sarà tour estivo. Approfittatene, possibilmente al chiuso. Ne parleremo per anni.

Cosmo saluta, ma prima di lasciare il palco invita il pubblico a non fare il maleducato e rozzo pubblico rock (ci sentiamo anche di dargli ragione): “Fermatevi fino alle 4, ne vale la pena. In tutta Torino e in tutta Italia sta sera non troverete nulla di meglio, nulla di più bello che su questo palco. Io scendo giù a ballare con voi ora, restate qui.”
Qualche minuto e i Mouse on Mars iniziano in punta di piedi il loro djset per un’escalation di suoni elettronici che intrattiene gli irriducibili fino alle 4. Red Axes e Acid Arab chiudono la serata in INCET e tutto il sabato di TODAYS Festival.
Si torna tutti a casa, elettrizzati, elettronici ed elettromagnetici. Un festival che è uno dei fiori all’occhiello delle nostre produzioni live, imperdibile e irrinunciabile anche per gli anni a venire.