Realizzare un film è un atto di violenza, si tratta di infondere delle emozioni negli spettatori, lasciarle con loro il più possibile, e poi viaggiare con loro per sempre.

Il mondo sì accorge del cinema di Refn nel 2011, quando a Cannes viene presentato Drive.

Quando sì incammina verso la pratica di regista, Refn, ha come obiettivo quello di voler rappresentare la realtà, cercando, in qualche modo, di individuarla e racchiuderla in una bottiglia. Ben presto sì accorge che è difficile quasi impossibile dunque decide di dedicarsi all’esatto opposto, rappresentare una realtà amplificata, rappresentare la sua realtà e di esercitare il controllo su di essa.

il modo in cui vediamo e comprendiamo la realtà è basato essenzialmente sulla nostra percezione di essa”

The Neon Demon è un opera difficile da catalogare e ancor di più da afferrare o per meglio dire, metabolizzare. In modo molto, e forse troppo semplice, lo si è definito un Suspira post-moderno.

Con sguardo gelido ci viene raccontata l’apocalisse di una modella minorenne che viene assorbita dal mondo crudele e superficiale dello star-system losangeliano. Refn non prova empatia né tanto meno pietà per nessuno, tanto meno per la sua protagonista interpretata da una disarmante Elle Fanning, che sì rivela il Neon Demon, la causa di ogni ossessione, la follia assassina, che coinvolge chiunque le sia accanto.

 

Il tema è molto complesso e non essendo né una donna né una ragazza di 16 anni, mi sono reso conto che non c’era spazio per gli uomini in questo mondo, almeno nella mia storia. Esistono solo come archetipi.”

I personaggi maschili in questo film, dopo aver svolto la propria funzione (come ad esempio il predatore sessuale, interpretato da Keanu Reeves, che fa parte della scoperta sessuale di Jesse ossia della paura di essere una preda, un oggetto sessuale, cosa che accade spesso in luoghi come Hollywood) non hanno più significato, poiché il film è del tutto dominato dalle donne.

Il senso del film, ciò di cui dobbiamo renderci conto, è che il Neon Demon esiste davvero. L’ossessione del tempo è diventata sempre più profonda, a partire da quando abbiamo coniato il termine, mentre la longevità ha continuato a diminuire, soprattutto con la rivoluzione digitale, e continua ad arretrare. A un certo punto, questo ciclo tornerà al punto di partenza e inizierà a nutrirsi di se stesso. Ed è lì che si annida il Neon Demon.

Il film celebra il narcisismo, come qualità, come virtù. Il percorso di Jesse (Elle Fanning) celebra il tema del narcisismo, ma anche quello della scoperta personale, dell’auto accettazione del potere della bellezza. Concetto che potrebbe risultare frivolo e di scarso interesse ma se lo sì guarda attentamente sì può intuire che fa parte dell’insieme del sistema sociale futuro, questo è tangibile notando come e quanta importanza le diamo.

Ma perché The Neon Demon ?

La parola Neon è sempre piaciuta all’eccentrico Refn e avendo da sempre il desiderio di voler girare un horror che avesse al proprio interno tratti riconducibili al melodramma-fantascienza e da qui : THE NEON DEMON.

Dal punto di vista creativo per me nasce tutto dalla musica

La musica presente nel film non solo aiuta da un punto di vista visivo e sonoro, ma soprattutto rende tangibili le fantasie oscure dei personaggi di Refn.