Se si parla di indie italiano sicuramente la scena, almeno negli ultimi anni, è veramente ampia e sembra che abbia preso stabilmente piede nella nostra penisola, creando hype per una quantità di artisti che a contarli tutti sarebbe impossibile.
Il solo problema è che quasi tutti quelli che si cimentano in questo genere non sappiano assolutamente sfornare prodotti decenti, anzi molti non sanno nemmeno cosa sia l’indie pop; molti si limitano a cadere nel grande baratro della banalità e adottare schemi che nella scena indie italiana sono ormai ricorrenti ed insopportabili: Il cantare svogliato(Calcutta), i testi pressoché incomprensibili, elettronica messa male e chi più ne ha più ne metta.

Tutta questa introduzione solo per presentarvi quello che per me è l’ennesimo fallimento dell’indie pop italiano: i Pop X.
Band formatasi nel 2003 e che trova in Davide Panizza la sua fonte d’ispirazione principale e che ha all’attivo tre album, definiti da molti la prossima big thing italiana dopo calcutta.
A questo punto vi starete chiedendo tutti chi sono questi fantomatici Pop X e vi basta un’ascolto, nemmeno troppo attento per capirlo, per capire che sono praticamente inesistenti e non hanno praticamente nulla di nuovo o di speciale da dire.
Tracce dance che sembrano uscite da uno dei peggiori set di Gigi D’Agostino e testi completamente nulli e fini a se stessi, i Pop X vogliono fare quello che fanno tutti: essere alternativi. Il vero problema sta nel riuscirci, che non significa necessariamente comporre testi che no dicono niente o che scomposti risultano ottime frasi da bacio perugina o ancora martoriare la voce con strumenti che la modifichino senza avere un’idea precisa di quello che si vuole fare.
Mi viene da pensare lo stesso pubblico che osanna ora questi pseudo-artisti farà retromarcia fra qualche anno, rendendosi conto del declino che sta avendo la musica italiana in questo marasma di testi scritti con i piedi.

La domanda a questo punto si fa strada nella nostra mente: ci servono i Pop X?
No, non ci servono perché già ne abbiamo in abbondanza di questo tipo di musica e fanno passare in secondo piano artisti italiani con idee ben precise e dischi che sono vere perle.
Ne abbiamo abbastanza di vedere dischi ed artisti senza alcuna idea, che tentano di propinarci un’estetica vuota.