2008, Regno Unito. Viene annunciata una strana collaborazione che in pochi si sarebbero aspettati. Alex Turner frontman degli acclamatissimi Arctic Monkeys e Miles Kane, leader dei The Rascals, decidono di lavorare assieme sotto il nome di The Last Shadow Puppets. La stampa entra subito in fibrillazione osannando i due ancora prima di avere sentito un singola canzone. Certo, il peso degli artisti in questione è relativamente importante, ma ciò non basta giustificare così tanto clamore suscitato da questa nuova band britannica. Basta il primo singolo The Age Of The Understatement per far esplodere completamente il “Fenomeno Last Shadow” sancendo di fatto un prematuro successo per l’album atteso di li a poco. Fortunatamente quando il 21 Aprile dello stesso anno esce il loro esordio su lunga durata anche i più oscuri presagi vengono spazzati via da una formula musicale efficace e discretamente ricercata.

Per anni si è creduto che non avremmo più visto nulla uscire sotto questo nome ma nel dicembre dello scorso anno è arrivata la notizia che solo in pochissimi oramai auspicavano: I The Last Shadow Puppets sarebbero ritornati nel 2016 con un nuovissimo album, dal nome Everything You Have Come To Expect. Certo, Kane e Turner in questi anni non avevano mai smesso di collaborare, ma un ritorno del genere sarebbe stato difficile da immaginare anche per i più fantasiosi. Restava da capire quali sarebbero state le coordinate artistiche che i due avrebbero deciso di intraprendere per dare un seguito a The Age Of The Understatement. 8 anni dopo, con numerosi successi che avevano definitivamente sancito l’esplosione popolare degli Arctic Monkeys -AM su tutti- e Miles Kane relegato sempre più a ruolo di comparsa.

Anticipato dal singolo Bad Habits uscito il 10 Gennaio di quest’anno, Everything You Have Come To Expect si presenta sostanzialmente come una riedizione del primo lavoro dei Last Shadow Puppets. Un disco che, in altre parole, riprende in mano il materiale degli ultimi Arctic Monkeys (Miracle Aligner) e di The Age Of The Understatement (Aviation – Bad Habits) senza però aggiungere qualcosa di logicamente nuovo alla sua musica. Il problema principale di questo disco è infatti proprio questo: la mancanza di un motivo per esistere, essendo a tutti gli effetti più una figura ingombrante che utile alla discografia dei due. I momenti di spiccata intelligenza non mancano, è chiaro, ma il tutto si potrebbe riassumere come uno strano tentativo di dare spessore ad un disco assai povero da un punto di vista dell’originalità

I testi si riducono ad essere una mera ostentazione di vita in quel di L.A. (perché si, i due paladini della musica Brit ora vivono proprio a Los Angeles), di storie di sesso con ragazze bellissime, di esistenze piacevoli vissute costantemente sulla cresta dell’onda. Insomma, delle classiche vite da star della musica. Perchè è chiaro che ora come non mai Alex Turner è probabilmente uno dei musicisti rock più famosi e di successo. Insomma, di acqua sotto i ponti ne è passata da quel Favorite Worst Nightmare. La definizione più interessante è stata però formulata da Pitchfork, webzine più importante del mondo sulla musica indipendente:

The long-awaited second album from the Last Shadow Puppets is a lavish California confection, with strings by Owen Pallett. Like Zayn Malik’s Mind of Mine, it makes very clear that frontmen Alex Turner and Miles Kane are sexy men with sexy lives having lots of sexy sex with their sexy girlfriends.

Cinico. Ineccepibile.

Elia  Preto Martini
@epretomartini