È da un po’ che si sente parlare di un nuovo genere, che spesso viene chiamato “bedroom pop”. Che poi nuovo non è, ma si tratta semplicemente di una ramificazione del ben più noto DIY.
Il bedroom pop è quel pop che nasce appunto nella cameretta di giovani musicisti che nel giro di qualche anno riescono da soli ad imparare a fare musica, registrarla, costruirsi una fan base e farsi quindi ascoltare. Chiaramente internet oggi gioca ruolo fondamentale nel suddetto processo. Esso fornisce a questi giovani gli strumenti per poter almeno iniziare a gestirsi senza aiuti esterni e farsi strada nel mondo della musica anche privi di etichetta, produttore, manager, ufficio stampa…

Si tratta però di una nicchia che metteva le radici già negli anni ’70 con la musica di R. Stevie Moore, il quale ha passato una decina d’anni a registrare lunghi nastri di musicassette nel seminterrato dei genitori in Tennessee, facendo quasi tutto da solo, prima di pubblicare il suo primo album con una etichetta discografica. Moore è considerato uno dei precursori del DIY/lo-fi, e dell’home recording. Sulle sue orme (ed ispirandosi proprio a Moore) arriveranno anche artisti importanti come Ariel Pink, il quale ha fatto del lo-fi il suo marchio di fabbrica, affermandosi come il padrino dell’hypnagogic pop (nonchè uno dei pochi a riuscire a farlo).

Oggi se parliamo di self-made pop ci riferiamo a quegli artisti che invece di registrare sulle musicassette, registrano con le note vocali dell’iphone, o con garage band. Le nuove tecnologie e internet rappresentano degli elementi fondamentali: l’importanza di internet sembrerebbe avere a che fare anche con le sonorità stesse: c’è addirittura chi dice che il diffondersi delle sonorità ed estetica lo-fi sia il risultato dell’influenza di una popolarissima live radio presente su You Tube, 24/7 lofi hip hop radio – beats to study/chill/relax.

Alcuni degli artisti del DIY “da cameretta”, i più capaci, dopo essere riusciti ad accaparrarsi anche numeri importanti in quanto ad ascoltatori, hanno iniziato dei tour che li hanno portati anche molto lontano dalla loro stanzetta: ne sono un esempio Yellow Days che ha da poco suonato al Primavera Sound e che a breve verrà anche in Italia (al milanese Circolo Ohibò il 19 ottobre, 15 euro, https://www.facebook.com/events/ 1529934197118189/) così come i canadesi Peach Pit, che hanno suonato in ben tre date nel Bel Paese lo scorso febbraio (a Roma, Torino e Ravenna) o come Gus Dapperton, che ha suonato qualche mese fa al Legend Club di Milano, e pure Boy Pablo che è tornato in Italia quest’anno dopo le due date di Torino e Bologna dello scorso.

Un altro nome che appare nella lista degli artisti della nuova ondata DIY, è il musicista R&B Steve Lacy (The Internet e Odd Future), il quale è rinomato per aver creato e prodotto i suoi brani utilizzando esclusivamente il suo iPhone. I suoi sforzi creativi ed il suo talento lo hanno portato a co-produrre un album nominato ai Grammys, Ego Death. Ma la lista degli ultimi artisti che si possono classificare come appartenenti al genere non è corta: ci sono anche Bane’s World, Rex Orange County, Cosmo Pyke, The Marìas, Chain Wallet, Temporex, Okey Dokey, Clairo e molti altri.

Quest’ultima si è fatta conoscere su you tube già un anno fa con Pretty Girl, che oggi ha raggiunto quasi 20 milioni di visualizzazioni.

Clairo (alias Claire Cottrill) è diventata molto popolare, ed oltre a Pretty Girl ha inciso nel frattempo delle altre canzoni, fra cui anche alcune collaborazioni, come quella con il collega Cuco, Drown. Clairo è stata oltretutto scelta come il viso per la copertina della playlist di Spotify Bedroom Pop, che ad oggi conta più di 196.000 followers.

Da diversi mesi hanno iniziato a girare delle voci che metterebbero però in cattiva luce la ventenne: pare che, dopo alcune ricerche sul Web, si sia scoperto che Clairo non sarebbe la semplice ragazzina della porta accanto che realizza le proprie canzoni esclusivamente grazie al proprio genuino talento nella incontaminata realtà della propria cameretta. Clairo sarebbe difatti, secondo alcune indiscrezioni non confermate, un prodotto creato a tavolino, e alcune accuse la vedrebbero addirittura colpevole di aver copiato un’altra cantante. L’internet si chiede come sia possibile che qualcuno la cui musica deriva da quella di musicisti come Frankie Cosmos e (Sandy) Alex G, (con l’aggiunta di un qualsiasi lo-fi, vaporwave beat anni ’80-’90) sia diventato più famoso delle sue stesse influenze.

Il polverone era partito su Reddit intorno a gennaio 2018, e la questione era poi ritornata virale in seguito ad un tweet realizzato da Anthony Fantano, il famoso youtuber che recensisce e parla di musica, la cui opinione è estremamente influente nella indie community (forse a volte anche troppo).

Il padre di Clairo, ovvero Geoff Cottrill, avrebbe lavorato nell’ambito del marketing per alcune grosse aziende multinazionali come Procter & Gamble, Coca-Cola, Converse…Converse (lo spiega bene in questo video un altro youtuber, Hypesage! https:// www.youtube.com/watch?v=cqaMtVwWyh0) possiede oltretutto la Rubber Tracks, che è legata alla Cornerstone Promotions, la stessa che ha fondato il famoso magazine The Fader. Lo stesso magazine che ha realizzato una video-intervista proprio con Clairo. Poco dopo Clairo avrebbe aperto una data di Tyler the Creator insieme ad altri artisti, come Bane’s World e Rex Orange County, i quali però hanno impiegato molto più tempo per raggiungere i suoi stessi traguardi.

La verità è che non ci sarebbe nulla di male se Clairo fosse trasparente e ammettesse di essere stata aiutata: è vero però che non facendolo non fa altro che mentire al proprio pubblico, spacciandosi per quella che non è. Recenti accuse, diffusesi in seguito alle risposte al tweet di Fantano, la accuserebbero di plagio nei confronti della cantante e video-maker Charlotte Linden Ercoli Coe, alias Charles DeCrema. Quest’ultima avrebbe pubblicato, ben prima di Clairo, alcune canzoni accompagnate da video molto simili a quelle della giovanissima cantante: l’esempio più lampante sembrerebbe Nun Lover,molto simile a Pretty Girl.

È vero anche che si tratta di basi elettroniche create con Garageband, e poco complicate da realizzare. Non è quindi impossibile che un’altra persona possa aver creato qualcosa di simile, ciò può infondere quindi qualche dubbio. La stessa cosa si potrebbe dire riguardo agli elementi stilistici ed estetici: alla fine ci troviamo a guardare due video realizzati con un macbook in una camera da letto. Che si tratti di semplice ispirazione? Inequivocabilmente, se Clairo è stata aiutata da una produzione professionale l’essenza stessa di quel che lei definisce il suo “bedroom pop” verrebbe automaticamente a mancare. In ogni caso, la faida fra le due cantanti ha dato dei risultati piuttosto divertenti come testimonia il meme qui di seguito.

Se già non conoscete questi artisti e vorreste saperne di più, la playlist qui sotto potrà darvi un’idea di quello che è il magico mondo della DIY wave.