Riparte il nostro viaggio e nelle orecchie abbiamo un brano che ci sta indicando una direzione precisa, ci sta dicendo che nei sobborghi di Glasgow, in Scozia, sta accadendo qualcosa. Per seguire tutta la storia però dobbiamo tornare indietro di qualche anno, nel 1984 per la precisione ed andare a scovare i fratelli William e Jim Reid.
Appena li troviamo ci consegnano una cassetta con il titolo rozzamente scritto sopra, The Jesus amd Mary Chian-Upside Down. Quello che ci arriva nei padiglioni auricolari sembra essere arrivato direttamente da un altro tempo, è sognante e pieno di chitarre distorte che sembrano vadano a formare un muro di suono invalicabile; la voce è solo un altro strumento da mescolare ai continui feedback delle chitarre, si intreccia e viaggia su una melodia Pop che sembra quasi entrare in contrasto con l’atmosfera.
Eppure funziona tutto, questa linea di suono è particolare e si discosta dal genere in voga in quel momento.
Discostarsi infatti è quello che vogliono fare i due fratelli Reid, non sono parte del periodo e vogliono che sia ben chiaro, non vogliono avere niente a che fare col tempo che vivono.

Subito ci catapultiamo ad uno dei loro Show in uno dei tanti locali indipendenti, non avendo ancora album all’attivo possiamo aspettarci di tutto, sarà una sorpresa. I fratelli Reid si presentano sul palco, ci sono si e no una decina di persone ad ascoltarli, di colpo voltano le spalle al pubblico e tutto inizia. Dieci minuti, non uno di più.
Dieci minuti di feedback e distorsioni al limite, potenti e rumorose. Niente interazione col pubblico, zero.
Poi d’un tratto il nulla, si girano e iniziano a distruggere tutta la strumentazione, con una rabbia ed un metodo senza eguali.
Tutto questo si ripete ad ogni show della band, la violenza era quello che rendeva i live dei The Jesus and Mary Chain unici, una violenza che si trascineranno dietro per parecchi anni.

Pubblicano il primo album, Psychocandy, nel 1985 quando firmarono con la Blanco y Negro e subito il disco ricevette recensioni positive, considerato tutt’oggi una Pietra Miliare del Noise-Pop.
Psychocandy è tutto quello che era Upside Down, portato però su molte più tracce: Feedback sempre presenti, le melodie pop e le distorsioni portate ai massimi livelli.
Ma c’è molto di più.
L’uso delle droghe era evidente nel sound complessivo della band e il fatto che i Fratelli Reid a stento riuscissero a stare fuori dai guai causò non pochi problemi al gruppo, sfociando in concerti banditi per la troppo violenza e show interrotti.
In tutto questo il gruppo ruotava intorno ai fratelli Reid, non vi erano infatti altri componenti stabili. A discrezione dei due fratelli venivano espulsi e presi dentro diversi membri.

Nel 1987 viene pubblicato Darklands, secondo disco in studio dove i suoni del primo vengono mitigati da un’attenzione maggiore alle canzoni. Questo fece perdere al gruppo la rinomata furia nei live e li indirizzo verso lidi più calmi.

I’m going to the darklands
To talk in rhyme
With my chaotic soul
As sure as life means nothing
And all things end in nothing

È un disco molto più pulito dove le linee melodiche sono più in risalto e il songwriting è maggiormente in evidenza, unito al fatto che il disco fu interamente registrato dai fratelli Reid con l’uso di una batteria elettronica.
Il calo fu inevitabile, le persone erano abituate ad un tipo di violenza che non si rendevano essere destinata a morire dopo un pò, violenza che ha definitivamente raggiunto la sua conclusione in Automatic terzo album pubblicato nel 1898.
Qui i sintetizzatori e le tastiere la fanno da padroni e il sound che li contraddistingueva va a scemare lentamente, creando una delusione generale verso il pubblico e la critica.

L’inizio della fine però si ha con l’uscita di Stoned and Dethroned(1994), disco acustico che va a cadere decisamente in basso rispetto gli standard ai quali la band ci aveva abituati e probabilmente tutto questo fece arrivare ai ferri corti i due fratelli Reid, già in rapporti conflittuali.
Il sogno sembrava dover finire presto, dopo oltre 15 anni di attività costante.
La fine si ha con Munki(1999) disco tremendamente diviso, i due fratelli che non si recano in studio assieme e i suoi che ne risentono profondamente, nessuno sapeva cosa l’altro stava facendo.
Il gruppo cessà di esistere quando Alla Los Angeles House of Blues Jim si presentò sul palco ubriaco ed incapace di stare in piedi. William a quel punto abbandonò il palco dopo 15 minuti e la fine si palesò davanti gli occhi di tutti.

Per i nostalgici però c’è una bella sorpresa
Nel 2007 i fratelli Reid hanno annunciato che un nuovo album è in uscita e coinciderà con il trentennale dell’uscita del loro primo e fantastico disco, Psychocandy. Proprio nel 2007 tornano a suonare live e tutti abbiamo pensato che sarebbero riaffiorati i soliti problemi di violenza. Invece niente, solo il comparto emozionale che non è cambiato affatto e di violenza neanche l’ombra.
Al contempo ci sono tanti ragazzi e adulti che a questo sogno ci sono arrivati in momenti diversi e non vedono l’ora di goderselo, seppure in maniera così misurata; che non sempre sta a significare deludente.

Per il resto ci vediamo nel 2017, quando Damage and Joy sarà finalmente rilasciato, intanto però ci godiamo il singolo che lo anticipa: Amputation.