È questione nota che di tutti i generi di cui possiamo godere oggi attraverso gli innumerevoli apparecchi di riproduzione musicale il più morbosamente evitato sia senza dubbio il jazz. E lo capisco, la gente si confonde perfino pronunciandone il nome, ancora nessuno ha capito quale sia la pronuncia corretta:

“Il che?”
“il Gezz. Che c’è?”
“Non ci credo, dai! gezz si diceva negli anni ottanta ed era già trash! Bello, oggi se vuoi sperare di scopare devi imparare a dire giaaz, con la zeta bella morbida, vedrai come si bagnano le tipe.”

Sicuramente, in qualsiasi modo lo pronunciate, se ascoltate Jazz avete un tasso di scopabilità altamente inferiore a quello di uno che compra l’ultimo album di Cremonini. Purtroppo è un anticoncezionale certificato dal 1965 – c’è scritto in piccolo dietro ai dischi – e non è vero che ascoltare jazz aiuta a sembrare degli hipster fighi, ma forse se provate con Nat King Cole o con Ella Fitzgerald qualcuna\o fissata\o col vintage (donna vestita a pois, gli orribili occhiali enormi con orribili fantasie orribilmente floreali, borsa indaco in finta pelle di ramarro, scarpette rosse sverniciate con tacco di 37 mm, frangetta, citazione di Oceano Mare tatuata sotto la nuca; uomo con capelli leccati appena emersi dalla narice di un dromedario, occhiali con montatura  tartarugata, bretelle. BRETELLE. BRETELLE. BRETELLE.)  la\o rimorchiate.

Comunque, se già avete una dolce metà e\o il vostro principale obiettivo nella vita non è quello di accoppiarvi e volete tuffarvi nel dolce pazzo antifiga\antidick mondo del Jazz, ma non sapete assolutamente da che parte iniziare ecco qualche album, di ascolto molto semplice, che potrebbe aiutarvi a principiare ad amarlo.

I dischi non sono in ordine cronologico.

  1. GETZ\GILBERTO – Stan Getz, Joao Gilberto

È come lo Xanax. Il disco jazz più delicato, orecchiabile e longevo che qualcuno abbia mai concepito. I geni musicali del sassofonista Stan Getz e tutto lo spirito bossanova di Joao Gilberto si sono uniti per donare al mondo una valanga di meravigliosi brani da ascoltare nelle sale d’attesa di tutto il globo.

The girl from Ipanema senza che né una, né due, nè tre ore di attesa dallo psichiatra riescano a scalfire la nostra immutata pace interiore. Creatori di Zen.

  1. KIND OF BLUE – Miles Davis

Altro discone-one-one-one-one, stavolta dalla mente e dal fiato del leggendario trombettista Miles Davis, con l’ausilio e la partecipazione di John Coltrane, Cannonball Adderley, Bill Evans, Wynton Kelly, Paul Chambers e Jimmy Cobb.
Con tutta probabilità questi nomi vi sembreranno marche di scarpe da vecchi o di cravatte, ma non preoccupatevi! Fra una decina d’anni sarà ancora così.

  1. TAKIN’ OFF – Herbie Hancock

Disco d’esordio del pianista più multitasking del pianeta, l’unico e inimitabile Herbone, al tempo appena ventiduenne. Escogitò un piano con l’amico e mentore Donald Byrd per convincere i due fondatori dell’etichetta Blue Note, Alfred Lion e Francis Wolff, a concedergli un’audizione come solista, inventandosi che da lì a poco sarebbe dovuto partire per la leva militare. Questi ci son cascati in pieno, il che è stata una grande fortuna, visto che adesso possiamo amare e dopo un paio di ascolti odiare (come si odia il jingle della pubblicità delle caramelle) quella hittissima che è Watermelon Man.

  1. WALTZ FOR DEBBIE – Bill Evans Trio

Ok, se state passando un periodo in cui vi sentite particolarmente fragili, se siete stati appena mollati, se il vostro valentino non ricambia i vostri sentimenti, eccetera, allora è statisticamente provato che questo disco vi porterà al suicidio in due minuti e trenta secondi. Oppure, nel migliore dei casi, starete già componendo il numero di coloro che vi hanno feriti e avrete già seppellito la vostra dignità in un angolo recondito dell’universo.

Questa è un’incisione che vi strapperà il cuore dal petto.

  1. ELLA AND LOUIS – Ella Fitzgerald , Louis Armstrong

It’s classicone time! Grandi artisti, grandi interpreti, grandi di costituzione. Ella e Louis erano proprio come l’orso e il miele, l’elefante e le noccioline, Billie Holiday e Lester Young, Kate Winslet e Leo di Caprio, come si evince già dalla copertina dell’album, dove vengono ritratti come una prosperosa coppia di signori fuori dal circolino ARCI.
Un disco pieno di standard cantabili al karaoke del venerdì sera, vi farà innamorare con la sua semplicità e vi ritroverete ad ascoltarlo senza sosta, costringendovi perfino a farlo sentire alla nonna per testare se da giovane era una poppettara da balera o se aveva un gusto sopraffino e volteggiava con i nuovi ritmi americani.

Cinque dischi sono abbastanza se ascoltati voracemente e con attenzione, il resto tocca a voi.

Buon voyage!