No dai, sul serio, cadere nel cliché della (pseudo) rockstar sesso, droga e alcol nel 2017? E poi fare un album che piacerà ai ragazzini che ascoltano i Green day e i Foo Fighters per fare gli alternativi? Ma perché? Abbiamo bisogno di un altro gruppo da arena rock? Secondo i Japandroids si.

Sentire Brian King cantare di sbronze e di ragazzine fa quasi sorridere perché lo rende un piccolo Axl Rose, ma lascia l’amaro in bocca. Ma che cazzo è successo? “I’m sorry for not finding you sooner/ I was looking for you all my life.” Va bene che fare il giovane Werther fa figo, ma questo è troppo anche per lui, a sentire questo verso se non l’avesse già fatto si sarebbe suicidato dalla disperazione.

Siamo molto lontani dal cuore selvaggio di “Post-Nothing”, da quel sono grezzo e pieno di vita che faceva dire “cazzo, che figata!”. Ora è tutto così piatto e finto, un prodotto che cercano di vendere, male. E non sono i synth a renderlo così scialbo, perché siamo tutti contenti se King sperimenta qualche suono nuovo, ma piuttosto di farlo così è meglio lasciare stare. Tralasciando arrangiamenti fatti oggettivamente bene, con intro di chitarre acustiche che nascondono un po’ le imperfezioni di canzoni che non stanno in piedi, (“Arc of Bar” in primis) “Near to the Wild Heart of Life” sembra un album fatto con gli scarti dei Foo Fighters più recenti, quindi, beh, vi lascio immaginare. Midnight to Morning, True Love And A Free Life Of Free Will, In A Body Like A Grave sono canzoni anonime, senza voce e inutili.

I Japandroids ci hanno messo 4 anni per diventare una band da inni punk rock abbozzati a un gruppetto superficiale, che verrà accantonato prima del nuovo decennio, in favore di un nuovo gruppo di diciottenni che prometteranno di riportare in vita il classic rock che ascoltava il padre (o nonno?). Se continuano così saranno il nuovo gruppo canadese odiato in tutto il mondo, togliendo il primato a nientemeno che i Nickelback.  Quindi pronti a cantare quest’estate “North East South West Cost to Cost” in qualche stadio pieno di ragazzine? No, vi prego.