A cura di Ilaria Chinelli

Ho incontrato il cantautore romano Marco Zitelli, in arte Wrongonyou, nella sede milanese della sua casa discografica, la Carosello Records. La sua carriera musicale è cominciata in un modo bizzarro: alcuni suoi brani pubblicati su SoundCloud arrivano all’orecchio di un professore di Sound Technology dell’Università di Oxford. Grazie all’invito del professore, Marco registrerà alcuni brani fra cui il suo primo demo, Hands, proprio negli studios dell’università. Gli stessi frequentati dai primissimi Radiohead, quando ancora si chiamavano Shindig. Il suo primo album ufficiale, Rebirth, è in uscita il 9 marzo, e segue l’EP del 2016 The Mountain Man.

L’album simboleggia un nuovo inizio. Marco mi spiega che il testo di Rebirth (la canzone) racconta proprio questo: lasciare indietro il passato insieme alle esperienze negative e i momenti bui che l’hanno caratterizzato. “Mi viene in mente un momento particolare in cui ho avuto questa sensazione di superamento, cioè quando sono uscito dallo studio di registrazione dopo l’incisione di Rebirth. In quell’occasione precisa ricordo bene di aver percepito quello ‘scatto’.” Ciò significa che in questo album non ci troveremo ad ascoltare un Wrongonyou diverso rispetto a quello che abbiamo conosciuto con i lavori precedenti. Ritroveremo quindi la spontaneità, l’importanza e la cura della voce insieme all’immediatezza e semplicità dei testi: “Ovviamente la parte del produttore (Michele Canova, con cui ha registrato l’album a Los Angeles ndr) è stata fondamentale per lavorare sul lato pop e radiofonico dell’album”.

Il singolo che anticipa l’uscita di Rebirth si chiama Prove It ed è accompagnato da un video che ritrae Marco immerso nella natura di alcuni paesaggi islandesi a dir poco spettacolari. Mi racconta che l’impatto con l’Islanda è stato parecchio tosto. “Stare lì è come trovarsi davanti ad uno specchio, ti trovi in mezzo al nulla, non ci sono nemmeno gli alberi, pensa… Qui siamo talmente abituati al rumore, in Islanda ci si trova in una realtà completamente diversa. Sei tu e nient’altro, ciò ti costringe ad ascoltarti, ed è impressionante.” Anche le immagini di The Lake e di I Don’t Want to Get Down manifestano perfettamente il forte legame con la natura che ha questo ragazzo dei Castelli Romani. Legame che ritroviamo, ça va sans dire, nella musica evocativa di Wrongonyou, che ci porta ad immaginare spazi e paesaggi sconfinati. Si tratta di un elemento per lui indispensabile soprattutto per quanto riguarda la scrittura dei testi. Fra i luoghi naturali che l’hanno colpito di più e quelli a cui è particolarmente legato c’è appunto il Lago Albano di Castel Gandolfo che ritroviamo nel sopracitato video, “poi i boschi vicino casa mia, nella zona dei Castelli Romani, il parco vicino al Coachella a Palm Springs, ma anche Venice Beach”.

Mi racconta che negli ultimi tempi ha viaggiato molto, soprattutto durante le riprese del film Il Premio di Alessandro Gassman, uscito a dicembre 2017 nelle sale. Una grossa opportunità che ha visto Wrongonyou impegnato in molteplici vesti: dalla collaborazione, alla realizzazione della colonna sonora, fino all’affiancamento ad attori importanti fra cui Gigi Proietti, Anna Foglietta e Rocco Papaleo. “Gassman mi ha contattato con dei tweet che io all’inizio nemmeno avevo visto, scrivendo: Ciao sono Alessandro Gassman vorrei parlarti del mio ultimo film. Poi un altro: ci riprovo, sono Alessandro Gassamn vorrei parlarti del mio nuovo film. È stato comico, come se avessi voluto snobbarlo“ (ride).

All’inizio la richiesta di comporre un paio di pezzi, fra cui Shoulders, che è presente anche nel trailer del film. Poi ne è seguita la proposta per la realizzazione di tutte le musiche, insieme a Maurizio Filardo, infine quella di provare ad interpretare il ruolo del figlio di Gassman, la cui parte non era ancora stata assegnata. “Io ho detto a Gassman che non sono un attore, ma alla fine mi propone il provino e fa: Se sei un cane te lo dico. Recitare era qualcosa che avevo sempre voluto fare ma su cui non avevo mai lavorato, qualcosa che non avevo mai provato a far realizzare nel concreto, ho sempre pensato ‘se arriverà l’occasione accetterò’. Però è anche vero che la recitazione non è la mia arte. Più volte mi sono trovato ad immedesimarmi troppo con il personaggio, con i suoi umori e le sue sensazioni. Questa è una conseguenza che ovviamente gli altri attori non sperimentavano insieme a me perché loro erano e sono preparati per questo genere di cose.  È stato come fare involontariamente uso del metodo Stanislavskij (ride). Girare il film è stato estremamente divertente: con Proietti, Rocco Papaleo e gli altri si rideva dalla mattina alla sera e pure dopo cena. Io sono uno che scherza sempre, e in qualsiasi situazione tutti quanti aspettavano il momento in cui me ne uscissi sparando una delle mie cazzate.”

Se la parte della recitazione è nata un po’ inaspettatamente, la realizzazione di una colonna sonora era invece uno dei più grandi sogni di Wrongonyou. E anche l’aspetto dell’esperienza che ha preferito: “Infatti mi piacerebbe molto lavorare ad un’altra in futuro e sarei felicissimo di rifarlo se dovesse ripresentarsi la possibilità”.

Il cinema è qualcosa che ritroviamo anche nella musica di Marco. Mi racconta che le immagini di un film o l’ascolto di un dialogo particolare sono elementi da cui prende ispirazione per creare motivetti. “Quando guardo un film o comunque sono davanti ad uno schermo ho perennemente in mano uno strumento o uno strumentino. Rodeo per esempio l’ho scritta dopo aver visto il finale di Dallas Buyers Club.”

Altra soddisfazione per il cantautore romano è l’essere stato selezionato per partecipare al South by Southwest, uno dei più grandi festival statunitensi. L’edizione del 2018, che si svolgerà dal 12 al 18 marzo, vedrà inoltre le esibizioni di altri 14 nomi italiani fra cui Christaux, Joan Thiele, Sonars e Altre di B. Partecipazione che tra l’altro segue quella ad un altro festival importante, cioè il Primavera Sound di Barcellona nell’edizione 2017.

“Confrontarsi con l’estero, per un cantante italiano che canta in inglese, è una grossa responsabilità. E partecipare, come in questo caso, ad un festival statunitense significa trovarti a suonare nella patria di chi il folk l’ha inventato. Spesso i cantanti italiani che cantano in inglese all’estero sono visti male: finché Bon Iver canta parole che non si
capiscono perfettamente va bene perché è americano. Un’italiano che fa lo stesso non è visto allo stesso modo. Ma poi esiste da sempre la cosa dello straniero che, a priori, vede male l’italiano che canta in inglese. In ogni caso sono molto contento di essere stato chiamato, ho sempre voluto andare in Texas, e andarci per suonare è un’occasione fantastica.”

Mi racconta anche dell’esperienza del festival a Barcellona: “Il concerto del Primavera Sound è stato uno dei miei preferiti in assoluto, il pubblico all’inizio era in prevalenza italiano, in un secondo momento si sono aggiunti molti stranieri. La situazione è diventata energica ed erano tutti coinvolti, è stato un momento molto bello. Mi è dispiaciuto non sentire Bon Iver e altri artisti perché sono riuscito a partecipare al festival solo il giorno in cui suonavo, dato che ero a Stoccolma per girare il film. E dopo il mio concerto non sono riuscito nemmeno a sentire l’intero live degli Arcade Fire, tanto ero stanco”.

Per il fatto che siamo reduci da tutte le classifiche musicali di inizio anno, mi viene automatico concludere la chiacchierata chiedendogli quali sono i tre album del 2017 che inserirebbe sul suo podio personale: “Mi è piaciuta molto la colonna sonora di Bright, il film con Will Smith distribuito da Netflix. Mi ha colpito: è un film particolare in cui sono presenti elementi fantasy, ma allo stesso tempo si tratta di un thriller poliziesco. Sono in fissa con la soundtrack che contiene brani di un sacco di artisti. Poi l’album di Logic, Everybody, DAMN. di Kendrick Lamar, e se posso aggiungerne anche un quarto, Process di Sampha!”

Wrongonyou suonerà come headliner alla serata del MI AMI ORA del 16 febbraio insieme a Verano, Andrea Poggio e Gigante, alla Santeria Social Club di Milano. Nell’occasione presenterà in anteprima i brani del nuovo album Rebirth.

Ilaria Chinelli