E’ innegabile che Lana Del Rey sia stata una rivoluzionaria. Non tanto per la musica, certo, quanto per il suo atteggiamento e il suo personaggio. Non ho ricordi di cantanti femminili che, prima della Del Rey, riuscissero ad unire nella stessa persona una spiccata anima indie ed una altrettanto mainstream. E’ vero, stiamo pur sempre parlando di una musicista pop che fa finta di essere qualcosa di nicchia; ma va bene così. Ciò che non va bene sono gli effetti drammatici che la sua venuta ha causato.
Tra tutti vi è sicuramente quello di aver fatto nascere una decina di artisti che la emulano totalmente, tra i quali vi è appunto Halsey, a.k.a. Ashley Frangipane.

Potrei raccontarvi a lungo di questa deriva socio-musicale, ma preferirei parlare ora di Badlands, l’esordio di questa cantante. Sostanzialmente stiamo parlando dell’ennesimo album pop ruffiano e furbo, prodotto discretamente, ma anche dannatamente ovvio. Le canzoni sono costruite come dei collage sonori senza capo né coda, un concentrato di suoni a caso provenienti dai più disparati generi: electropop, pop, indierock.

Ma è dal punto di vista lirico che emerge la pochezza di un album che non ha assolutamente nulla da dire. I testi infatti non impressionano e si riducono ad essere una raccolta di stereotipi pseudo libertini e superficiali.

We are the new Americana (ah, ah, ah)
High on legal marijuana (sky high)
Raised on Biggie and Nirvana (ah, ah, ah)
We are the new Americana (ah…)

Per il resto Badlands assomiglia un po’ a tutto e a tutti. Oltre alla già citata Lana Del Rey potrei menzionare infatti Charlie XCX, l’ultimo lavoro di SIA, Sky Ferreira e molto, molto altro. Non c’è davvero molto da dire, se non ovviamente che questo è un album intellettualmente scorretto sotto tutti i punti di vista.

Lungi da me criticare un album in quanto pop, non riesco a trovare accettabile la fondamentale ipocrisia di fondo di Halsey. Vuoi scrivere delle canzoni che piacciano alla gente? Lodevole. Ma ti prego, non aggiungerci queste inutili sovrastrutture che ne alterano fondamentalmente la natura e l’indole. La sincerità, prima di tutto, è oggi qualità molto apprezzata.

Halsey è l’ennesimo prodotto della musica mainstream americana; l’ennesima artista destinata a rimanere sulla cresta dell’onda per qualche mese o poco più. Di lei entro un anno non resterà più nulla.