“Che cosa è nata prima: la musica o la sofferenza? Ai bambini si tolgono le armi giocattolo, non gli si fanno vedere certi film per paura che possano sviluppare la cultura della violenza, però nessuno evita che ascoltino centinaia, anzi, dovrei dire migliaia di canzoni che parlano di abbandoni, di gelosie, di tradimenti, di penose tragedie del cuore. Io ascoltavo la pop music perché ero un infelice. O ero infelice perché ascoltavo la pop music?”

Inizia così una delle più belle commedie amorose mai prodotte, Alta Fedeltà (High Fidelity) di Stephen Frears, tratta dall’omonimo e altrettanto celebre romanzo di Nick Hornby. Ora se questo non è luogo per dissertazioni cinematografiche, la citazione di cui sopra ci aiuta a tornare nei nostri schemi di riferimento: la musica.

Il protagonista è Rob Gordon, gestore di un negozio di dischi in cui lavorano anche i commessi Dick e Barry, degli autodefinitisi “snob musicali” che, tra un cliente e l’altro, passano le loro giornate a stilare classifiche top 5. La top 5 delle canzoni per il lunedì mattina, la top 5 delle migliori tracce in apertura di un LP, la top 5 delle canzoni da suonare al proprio funerale. Un meccanismo che porta il protagonista a suddividere anche la sua vita, specie quella sentimentale, in analoghe classifiche, come quella delle cinque donne che più l’hanno fatto soffrire nella sua vita, e su questa particolare top 5 si svolgerà tutta la trama e la morale della storia.

Quel che più ci importa è sottolineare come l’opera in questione, oltre ad essere un caposaldo imperdibile per musicofili, aiuti a capire quanto la musica, in forma di passione esagerata, possa scandire i momenti di una vita e diventare un potentissimo fattore discriminante con tutti i problemi che ne scaturiscono, ammette Rob stesso dicendo che “ha molta importanza come uno si presenta, e non come è in realtà. Libri, dischi, film. Queste cose contano, chiamatemi pure frivolo, ma è la pura verità, giuro!”

Per continuare a scaldare i motori, l’appuntamento di oggi non poteva che chiudersi con una top 5 delle migliori canzoni della “buona notte”. Resomi conto che ne è uscita una scontata top 5 di ninne nanna, allego anche una mia personalissima top 10 (in una top 5 non ci stavo proprio) di canzoni ideali per chiudere una giornata e che ben si confanno alla citazione d’apertura.

Top 5:
Buonanotte fiorellino – Francesco De Gregori
Joni Mitchell – The Circle Game
Goodnight, Irene – Lead Belly
Lullabye (Goodnight My Angel) – Billy Joel
Good Night – The Beatles

Top 10:
Tomorrow Is a Long Time – Bob Dylan
The Boxer – Simon & Garfunkel
Backstreets – Bruce Springsteen
Nightswimming – R.E.M.
In the Backseat – Arcade Fire
No One’s Gonna Love You – Band of Horses
Lover, You Should’ve Come Over – Jeff Buckley
Give Me Novocaine – Green Day
Where Is My Mind – Pixies
Pale Blue Eyes – The Velvet Underground

“Dovete sapere che la creazione di una grande compilation, così come una separazione, richiede più fatica di quanto sembri. Devi iniziare alla grande, catturare l’attenzione! Allo stesso livello metti il secondo brano, e poi devi risparmiare cartucce inserendo brani di minore intensità. Eh… sono tante le regole.”