La musica pop rock, specie quella americana, è costellata di miti on the road, fantasie di viaggi e fughe verso un ignoto che più della paura cela speranza. Non è tutto oro quel che luccica, uno degli immaginari più cantati sono anche la disillusione, l’amarezza di una promessa non mantenuta e un arrendevole e doloroso ritorno. Il tema, personalmente, è uno di quelli che da più tempo mi appassiona, per questo è tanto stimolante scriverne quanto difficile.

C’è un brano in particolare che trovo unico in questo genere per due semplici motivi: prima di tutto narra di un viaggio, di una fuga, che si svolge sì verso ovest come la tradizione impone, ma parte da sud, per la precisione dalla Florida, il più ridente stato tropicale negli USA; in secondo luogo, è una canzone interamente costruita su una nostalgica metafora dove l’elemento di addio e abbandono è indirizzato nei confronti di una ragazza che altro non è che un’impersonificazione dell’infanzia dell’autore stessa. Il brano in questione è Free Fallin’ di Tom Petty, famosissima ballata tratta dal capolavoro Full Moon Fever del 1989, scritta a quattro mani da Petty stesso insieme al caro amico Jeff Lynne (Electric Light Orchestra, Traveling Wilburys) e negli ultimi anni riportata alla ribalta e resa nota ai più da una bella versione di John Mayer.

Dunque, si parla di questa brava ragazza, una ragazza perfetta e da sposare, innamorata delle bellezze che riserva il mondo (tra le quali come non citare Elvis) e di un ragazzo (il protagonista) che al contrario è troppo disdicevole perché non solo l’ha lasciata spezzandole il cuore, ma nemmeno gli manca. In verità, si capirà presto, questo ragazzo ha tutte le ragioni per far ciò, cioè un irresistibile richiamo della strada verso la California, verso nuove avventure, quando non una condizione quantomeno più dignitosa in cui sopravvivere. La più classica delle “Pursuit of Happiness” come recita la Dichiarazione di Indipendenza, quel diritto umano che costringe a lasciare anche qualcosa di così semplicemente bello pur di trovare il proprio posto ed essere in pace con se stessi prima che col mondo. Capiamo subito che il testo è autobiografico e altro non è che l’esperienza di fuga di Tom Petty stesso il quale lascia la sua Florida per cercare (e trovare) fama e fortuna in California.

Il brano di Petty, infine, è anche un grande tributo a Los Angeles e la valle di San Fernando (“The Valley”), la meta che tanti avventurieri hanno cercato, raccontato, narrato e cantato. Si cita così il quartiere Reseda, la 101 Ventura Freeway e la Ventura Boulevard, dove migliaia di ruote si sono consumate in cerca di qualcosa che i nomi stessi delle strade augurano e l’ancor più proverbiale Mullholland Drive.

Uno dei tanti pezzi di cultura contemporanea che alimenta i nostri sogni e i nostri ideali di libertà. Qualunque sia la vostra destinazione questa notte, siate sicuri. Buonanotte.

“I wanna free fall out into nothin’
Oh I’m gonna leave this, this world for a while”