Non deve essere facile essere Drake oggigiorno, difficile com’è cercare di piacere a chiunque. Dagli Hipster di Pitchfork, ai Rap-Adicted e anche a quelli che la musica la ascoltano e basta. Dover gestire un pubblico così ampio può, alla lunga, rivelarsi un ‘arma a doppio taglio, soprattutto perché da quel Take Care che aveva fatto innamorare tutti quanti ne è passato davvero di tempo. Dopo tre uscite che celavano al loro interno diverse luci e diverse ombre -Nothing Was The Same, If You’re Reading This Is To Late e What A Time To Be Alive- era chiaro che la carriera del cantante canadese sarebbe dovuta giungere ad una svolta. Purtroppo però Views non è ciò che i più si sarebbero auspicati.

Non stiamo parlando di un brutto album, sia chiaro, o perlomeno non nel senso più assoluto del termine. Views è tutto ciò che un pubblico mainstream si aspetta; e in questo senso si potrebbe parlare di un’opera riuscita. Ma se si cerca di andare più in profondità alla ricerca di un’idea, di un guizzo stilistico, di una canzone che brilli più di altre non si potrebbe che rimanerne assolutamente delusi. Questo album è un “mare magnum” da 20 canzoni, un lavoro che stanca nell’ascolto e che non restituisce nessuna soddisfazione. Certo, la produzione è ottima come sempre; ma basterà? Forse no, considerando anche le altissime aspettative che hanno accompagnato Drake nella produzione di questi brani. Complice anche la consapevolezza di avere una città intera da farci vivere e raccontarci.

Quali pezzi si elevano rispetto agli altri? Paradossalmente in questo “piattume sonoro” la ballata elettronica che spicca per originalità è quel piccolo capolavoro -e non è una provocazione- di Hotline Bling, una canzone dance costruita su un beat che ricorda vagamente una “musica da ascensore” che non potrete fare a meno di ballare. Il problema però rimane il fatto che, uscita mesi orsono, ha già stancato più o meno tutti quanti. Pensare che Views si aggrappa disperatamente ad essa fa quantomeno riflettere. Certo, anche Controlla è molto bella mentre Views ci regala un momento molto Jayz-iano con i suoi cori campionati nel beat.

Views -il disco s’intende- suona però a tutti gli effetti come una sorta di “difficoltà comunicativa”: un mondo bellissimo da narrare con tutti i mezzi di cui la musica oggigiorno dispone (a Drake non mancano di certo i Budget per la produzione) che però non riesce a risplendere. Toronto, appare piatta, noiosa, timida, non brutta, ma nemmeno la destinazione preferita per le nostre vacanze del 2016. Forse era necessario davvero qualcosa in più.