Se vi dicessi che un ragazzo di appena diciotto anni dopo il suo album di esordio si vede “costretto” ad abbandonare le scuole superiori per intraprendere un tour Europeo ed Americano voi mi prendereste per pazzo, eppure devo dirvelo, perchè questo è quello che è successo a Dylan Iuliano, conosciuto ai più come The Delay in the Universal Loop, nel 2013.

Disarmonia è tante cose ed ha mille spunti, tutti derivati dagli ascolti dell’artista, fatti proprio ed uniti a creare un disco che pur mantenendo un tappeto ed un cuore di elettronica non è cieco ad altre influenze. La filosofia su tutti è lo spunto che notiamo per primo, Flumen pezzo di apertura è un chiaro riferimento ad Eraclito mentre PythagorasNei nostri eterni ritorni fanno riferimento rispettivamente a Pitagora e ad una teoria del filosofo tedesco Nietzsche.
Flumen scorre tra l’elettronica e un comparto vocale formato da più voci che si intrecciano e poi si allontanano, per creare una corrente irresistibile e mai uguale, sostenuta nelle parti centrali da una drum machine che andrà a scomparire nella corrente finale.
Tutto l’album viaggia su toni introspettivi ma mai cupi, si fa largo tra le angosce e i tormenti propri di una ragazzo appena diciottenne, tramutandoli in un album che sa dire la sua in maniera diversa ed estremamente particolare; ascoltandolo infatti non vi viene difficile pensare che sia piaciuto proprio per questa sua capacità di essere particolare, di unire più generi ma tenere comunque intatto il suo cuore elettronico.

Disarmonia getta le basi per quello che sarà l’ulteriore passo avanti che Iuliano compirà nel 2015 pubblicando il suo secondo prodotto in studio: Split Consciousness. Se nel suo esordio l’elettronica andava ad amalgamarsi ad altri generi nel secondo lavoro è quasi dilagante e crea delle atmosfere che rapiscono l’ascoltatore.
Tra i vari glitch e il downtempo sempre più presente Dylan ci guida nella sua idea di elettronica, modulando raddoppiando la sua voce come in I’m Turning in the Wholeness oppure regalandoci linee melodiche pulitissime e rivestendo il tutto da un massiccio comparto di drum machine e glitch vari, Ocean’s Oscillator per dirvene una!

Il ragazzo di talento ne ha tanto ed ha anche le idee per lasciare un segno indelebile sulla scena elettronica Italiana, che detto fra noi a poco più di vent’anni è una prospettiva veramente rosea e incoraggiante tanto per gli ascoltatori quanto per il musicista stesso.