Dall’inizio degli anni ’90 a oggi, Roma è sempre stata un caposaldo della scena Hip Hop italiana e i nomi che ha sfornato sono davvero tanti. Tra questi spicca senza dubbio quello del Colle Der Fomento: Danno, Masito e DJ Baro (più che degnamente subentrato ad Ice One) che con solo tre album all’attivo hanno saputo sempre affermarsi e riconfermarsi tra i migliori non solo nella città eterna, ma in tutta Italia.
Che cosa rende il Colle così fondamentale per il genere? Beh, sicuramente l’impeccabile tecnica lirica degli MC’s e le curatissime produzioni dei beatmaker hanno un ruolo fondamentale in questo, ma altrettanto importante è il loro modo di autoaffermarsi portavoce e icona non solo della Doppia H, ma anche di una romanità fiera ma non ostentata, personale ma non esclusiva.  Parliamoci chiaro: è relativamente facile descrivere la propria città con orgoglio commuovendo gli ascoltatori, ma far sì che si sentano parte di essa e allo stesso tempo fieri della propria è un altro paio di maniche e in pochi ci sono riusciti come il Colle con Il Cielo su Roma.
Altra capacità importante di questo gruppo è quella di saper creare degli “slogan” efficaci: quale testa Hip Hop non riconosce la frase“1, 2, 1, provo i microfoni”  o “Perché flippo solo hardcore” e non la canta subito? Chi le conosce le avrà sicuramente lette a tempo anche adesso.
Con l’uscita di Anima e Ghiaccio, però, i nostri decidono di usare la loro fotta per affrontare anche altre tematiche: nella seconda metà dell’album, infatti, trattano la monotonia della routine in cui viviamo e il disagio del dover fingere di essere integrati in una società della quale in realtà non ci sentiamo parte.
È quindi possibile entrare nel pantheon dell’Hip Hop italiano con soltanto tre album? Sicuramente. Come dimostra il trio, la quantità è irrilevante: ciò che differenzia un gruppo da un migliaio di artisti tutti uguali è, banalmente, la qualità del suo lavoro; qualità che consiste nel sapersi sempre rinnovare senza però perdere di vista le proprie origini. Puoi pubblicare due dischi l’anno e tutti si scorderanno di te, ma Odio Pieno, Scienza Doppia H e Anima e Ghiaccio sono titoli che un appassionato del genere non dimentica.
Si possono fare mille altri discorsi sul Colle ma la morale è sempre la stessa: l’impegno, la genuinità e la creatività sono sempre le armi più efficaci per lasciare il segno nell’Hip Hop.