Dopo essermi ripreso da The Heart pt. IV, una domanda mi è saltata alla mente: ”Che fine ha fatto Dr. Dre?
Chiaramente la domanda non è da intendersi in senso letterale, sappiamo tutti che Dre sta ancora lavorando a molti progetti, tuttavia la sensazione è che sia diventato quasi un’ombra di ciò che era: Compton è proprio la conferma di questa tesi, provare per credere.

Ma prima ripercorriamo i passi della sua carriera musicale.
Il primo grande successo fu visto da Andre insieme al suo storico gruppo: gli N.W.A., pietra miliare non solo del genere, ma dell’intero mondo della musica. Con il loro album Straight Outta Compton e soprattutto col singolo Fuck Tha Police, contribuirono alla lotta della musica contro la censura e sancirono la nascita di un nuovo sottogenere: il Gangsta Rap, fenomeno che negli anni successivi riscosse un enorme successo, caratterizzando un intero periodo dell’Hip Hop.

Negli anni successivi il gruppo si sciolse e il dottore intraprese la sua fiorente carriera solista. Prima con The Chronic e poi con 2001, sviluppò un suono tutto suo che rievocava quello degli N.W.A., ma allo stesso tempo vi si distaccava nettamente. Questo fu il periodo di maggiore attività del nostro, che collaborò con artisti altrettanto storici del genere, primi fra tutti Snoop Dogg, Nate Dogg e 2Pac.
Durante questo periodo, Dre contribuì anche indirettamente al genere, scoprendo talenti non indifferenti, come Eminem, che diventò uno dei rapper più iconici al mondo, per poi emulare il suo “mecenate” fondando la Shady Records.

Da qui il buio.

Dopo 2001 di Dre si sentì sempre meno: qualche collaborazione qua e là ma moltissime produzioni per altri artisti. Poi la luce: il nostro prese la redditizia decisione di produrre e collaborare con l’astro nascente di Compton Kendrick Lamar, la più grande rivelazione degli ultimi anni. Tuttavia, anche qui l’apporto di Dre diventò sempre più scarso, limitandosi a produttore esecutivo di To Pimp A Butterfly e a prestare la sua voce per qualche secondo in Wesley’s Theory, ma nient’altro.

Nel 2015 la decisione di abbandonare Detox: il suo progetto solista rimandato per una quindicina d’anni e anticipato da singoli che, per il bene della sua reputazione è meglio dimenticare. Nello stesso anno uscì il suo tanto atteso ritorno: Compton, che più che un album è una sorta di compilation/colonna sonora per il film autobiografico Straight Outta Compton, storia degli N.W.A. raccontata in modo forse un po’ pretenzioso ma comunque efficace. L’album non ha tuttavia lo stesso impatto e, anzi, suona quasi come un imbarazzante tentativo di ritornare a una gloria passata, mescolando nel calderone anche qualcosa di più nuovo e recente, ma risultando caotico e frettoloso.

Qual è quindi il destino di Dr. Dre? Sicuramente il talento nel produrre c’è ancora e si sente in molte delle sue ultime produzioni, tuttavia non traspare del tutto o non come dovrebbe: probabilmente l’impegno volto alla produzione di beats per altri artisti l’ha portato a ragionare su singole canzoni e non più su dischi interi con un unico filo conduttore, causando una confusione generale. In ogni caso noi aspettiamo ancora fiduciosi il ritorno in carreggiata del Dottore, perché quasi sicuramente ha ancora molto da dare.