25 Giugno 1961, New York.
Bill Evans, Scott LaFaro e Paul Motian salgono sul celebre palco del Village Vanguard. Sarebbe stato una serata memorabile, che avrebbe dato alla luce due degli album live più incredibili della storia della musica: Sunday at Village Vanguard e Waltz For Debbie, che sarebbe uscito soltanto un anno dopo.

Immersi in un’atmosfera di cristallo, ascoltando questi due dischi si riesce a percepire quello di cui tanto si è sentito parlare riguardo lo storico trio di Evans: una completa simbiosi, una telepatia musicale univa questi tre individui dal talento smisurato.
L’intenso legame che univa in particolar modo Evans e LaFaro traspare dalle registrazioni di questa unica e ultima serata. Ultima perché il giovane bassista, appena venticinquenne, morirà tragicamente dieci giorni dopo in un incidente d’auto nella città natale, evento che devasterà Evans, già provato dagli abusi di eroina e dalle infamie della vita, e che lo costringerà ad allontanarsi dalle scene per molti mesi.
Ma intanto, quella sera, il miracolo si è compiuto, immobile nel tempo come un frammento d’eternità, sotto gli occhi e attraverso le orecchie di un pubblico incredulo, sotto l’effetto di un dolce incantesimo.

Evans viaggia in un mondo onirico, cattura i sogni e li dona, incastrandoli nei tasti del pianoforte, dando vita a meraviglie come All of you, My foolish heart, Gloria’s steps, Solar, l’eterna I Loves you, Porgy.
Ogni tema sotto le sue mani si trasforma, viene adornata come una splendida sovrana, ma la sua semplicità resta immutata.

Leader indiscusso e gentile, che appare e scompare come un esperto prestigiatore, incorniciando ognuno dei suoi compagni durante i loro soli, ma soprattutto è motore emotivo di tutta la sessione, un cuore pulsante.
Scott invade il palco con il suo suono perfetto, profondo, e lo amalgama con l’anima pura di Evans, regalando al cuore un elemento fondamentale, sanguigno.
LaFaro è il sangue caldo che scorre nelle vene, mentre Paul Motian completa il tutto con una performance intelligente e cerebrale, mai eccessiva.

Cuore, passione, cervello. Un trio irripetibile, perfetto. Buon ascolto.