“Devi fare ciò che ti fa stare bene” canta un sorridente Michele Salvemini, in arte Caparezza, in questa ennesima e terzultima tappa del fortunato tour Prisoner 709. Siamo stati a vederla e ve la raccontiamo di seguito.

La bella cornice di Piazza del Duomo a Prato è gremita ed entusiasta di accogliere in Toscana il rapper pugliese con cartelloni e magliette ufficiali dalla scritta “Jailer” in bella vista.
Jailer appunto perché “siamo tutti carcerieri della nostra libertà” spiega lo stesso Caparezza durante uno dei frequenti dialoghi col pubblico in uno show che non ha niente da invidiare alle produzioni estere che noi italiani tanto osanniamo.
Sul grosso palco, assemblato con una grossa passerella sopraelevata sotto la quale si dispone la band in una formazione centrale disposta a piramide, succede di tutto. Caparezza ci porta con sé in un viaggio dentro e fuori la “gabbia” della prigionia enfatizzata da ballerini che svolgono anche la parte di attori e dai tanti costumi e oggetti scenici che si susseguono all’interno dello spettacolo.

La grandezza di Caparezza è quella di spiegare al pubblico un concetto di libertà attraverso la sua stessa sofferenza, quella dovuta dall’acufene (un continuo fischio nell’orecchio), patologia di cui soffre il cantante e sulla quale è costituito l’ultimo album Prisoner 709.

Il concerto fila via liscio nella sua precisa costruzione e lascia spazio anche ai grandi classici come Vengo dalla Luna, Vieni a ballare in Puglia e Fuori dal Tunnel, “senza la quale tutto questo non sarebbe stato possibile” ammette il cantante durante il penultimo bis della serata, per poi lasciare spazio ad un ultimo omaggio “all’unico vero artista libero che sia mai esistito ed il suo nome è Vincenzo” in una scatenata Mica Van Gogh che fa saltare felice e soddisfatto il pubblico toscano e a conclusione di un concerto che ti lascia dentro la sensazione di aver imparato qualcosa di nuovo.

Il consiglio agli amici di Spoleto, il 31 agosto allo Stadio Comunale, e di Treviso, il 2 settembre all’Home Festival è quello di non perderselo.

Setlist:

L’infinto
Prisoner 709
Argenti vive
La mia parte intollerante
Larsen
Sono il tuo sogno eretico
Confusianesimo
Vengo dalla luna
Dalla parte del toro
China Town
Una chiave
Prosopagno sia!
La rivoluzione del sessintutto
L’uomo che premette
Goodbye Malinconia
Vieni a ballare in Puglia
Non me lo posso permettere
Abiura di me
Ti fa stare bene

Encore:

Il testo che avrei voluto scrivere
Fuori dal tunnel
Mica Van Gogh

A cura di Edoardo Bagni