Il concetto di Terraformazione accompagna la fantascienza prima e la scienza vera e propria poi da quando l’uomo è in grado di immaginare tangibilmente la colonizzazione di nuovi mondi. Essa non è altro che il progetto di “terraformare” un altro pianeta, renderlo quindi abitabile attraverso processi che garantiscano la vita all’uomo che lo andrà poi ad abitare. A parte qualche missione su pianeti limitrofi come Venere o Marte, al momento sussistono i cosiddetti limiti invalicabili per l’uomo, delle Colonne d’Ercole cui, anche se servendoci di epica astuzia, non potremmo spingerci oltre. Come si è detto, a tutto il resto pensa la narrazione immaginifica, sia essa letteraria, cinematografica o videoludica o semplicemente musicale. E in tal senso Terraforma esprime questo concetto in modo unico al mondo, in qualsiasi mondo.

Brevi coordinate: il Terraforma Festival è un festival internazionale dedicato alla sperimentazione artistica e alla sostenibilità ambientale e giunge in questo ultimo weekend di metà anno (29 giugno – 1 luglio) alla sua celebrata quinta edizione. Si svolge nel bosco di Villa Arconati a Bollate, posta alle porte di Milano Nord. Da qui riparte, dalla convinzione che nuove dimensioni possano essere create. Non solo in qualche angolo dell’universo, ma anche qui sul nostro pianeta Terra si immagina che la natura e la musica possano favorire questo processo ancora teorico di terraformazione, per contribuire alla nascita di nuovi ecosistemi, atmosfere e vite sostenibili.

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E la musica dunque? Chiamato a contribuire a questo visionario processo, il producer di Detroit Jeff Mills rappresenta per questo festival l’headliner essenziale. Produzioni aliene, sonorizzazioni di film epocali, installazioni à la Kubrik, sinfonie dedicate al firmamento e collaborazioni con la NASA in merito a teorie intergalattiche rendono l’artista una sorta di mentore di un concept così singolare come quello di Terraforma. Si uniscono al coro sci-fi della line-up lo scozzese Lanark Artefax, la giapponese Powder, il canadese PLO Man e il berlinese Byetone, che per l’occasione porta in scena il suo ultimo live audiovisivo Universal Music. E ancora Konrad Sprenger, Vladimir Ivkovic e Paquita Gordon e moltissimi altri.

Non solo musica, ma anche performance e installazioni artistiche, lecture e workshop in tre giorni a tema sostenibilità ambientale, il cuore di tutto il progetto. L’associazione produttrice Threes, insieme a Fondazione Augusto Roncilio, prosegue nel suo intendo di bonifica e riqualifica dell’area verde in cui viene innestato il festival. Quest’anno il risultato più soddisfacente, già sotto gli occhi della comunità locale, è la ricostruzione del labirinto di siepi del cortile della villa, realizzato su modelli originali rinvenuti da antiche incisioni planimetriche.

Se noi di WMag non siamo ancora riusciti a convincervi, passiamo la palla ai colleghi di Pitchfork che qualche mese fa hanno segnalato Terraforma tra i 10 festival da non perdere nel 2018.

Buon festival a tutti!

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